23/04/00

Essere stabili nella fede

 

Matteo 11:2  Or Giovanni, avendo in prigione sentito parlare delle opere del Cristo, mandò due dei suoi discepoli a dirgli:

3  «Sei tu colui che deve venire, oppure dobbiamo aspettarne un altro?»

4  E Gesú, rispondendo, disse loro: «Andate e riferite a Giovanni le cose che udite e vedete:

5  I ciechi riacquistano la vista e gli zoppi camminano, i lebbrosi sono mondati e i sordi odono; i morti risuscitano e l'evangelo è annunziato ai poveri.

6  Beato è colui che non si sarà scandalizzato di me!».

7  Ora, come essi se ne andavano, Gesú prese a dire alle folle intorno a Giovanni: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento?

8  Ma che cosa siete andati a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Ecco, coloro che portano vesti morbide abitano nei palazzi dei re.

9  Insomma, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Si, vi dico, egli è più che un profeta,

10  Perché questi è colui del quale è scritto: "Ecco, io mando il mio messaggero davanti alla tua faccia, egli preparerà la tua strada davanti a te".

 

Sembra che nessuno s’accorga di noi, sembra che non esistiamo, passiamo spesso quasi inosservati, eppure se ci viene un attimo di debolezza, se il dubbio ci gira attorno, gli altri sono pronti ad osservare, a giudicare e a scandalizzarsi.

Gloria a Dio che c’è Gesù, sempre pronto a difenderci, sempre pronto a capirci e a mostrare le qualità migliori che abbiamo.

 

Giovanni il battista aveva delle spiccate qualità:

 

a)     non era una canna mossa dal vento;

l’evangelizzazione più efficace, infatti, la facciamo principalmente nei momenti più difficili, quando sembra che il mondo ci stia crollando addosso, la vita sembra essere appesa ad un filo e noi invece siamo sereni, ci poggiamo su Dio, sulla sua Parola, continuando ad esprimere la Parola della fede.

2 Cor.4:8 Noi siamo afflitti in ogni maniera, ma non ridotti agli estremi; perplessi, ma non disperati;

9 perseguitati, ma non abbandonati; abbattuti, ma non distrutti,

10 portando del continuo nel nostro corpo il morire del Signore Gesú, affinché anche la vita di Gesú si manifesti nel nostro corpo.

 

La vita di Gesù può manifestarsi nella nostra vita quando siamo cristiani “con il midollo spinale”, con la schiena perfetta e robusta, quando c’è una decisione senza tentennamenti nel nostro cuore; proprio come Gesù che è stato disposto a morire per noi ed ubbidiente fino alla morte pur di fare la volontà del Padre. Quando si deve affrontare un compito, è necessario un sacrificio, un costo ed è importante valutarlo prima. Seguire l’esempio di Gesù significa rinunciare alla propria vita, ai propri desideri ed alla proprie aspirazioni per fare la Sua volontà. Questo comporta un prezzo da pagare, ma i risultati saranno eccellenti.

 

Luca 14:28  Chi di voi infatti, volendo edificare una torre, non si siede prima a calcolarne il costo, per vedere se ha abbastanza per portarla a termine?

 29  Che talora, avendo posto il fondamento e non potendola finire, tutti coloro che la vedono non comincino a beffarsi di lui,

 30  dicendo: "Quest'uomo ha cominciato a costruire e non è stato capace di terminare".

 31  Ovvero quale re, andando a far guerra contro un altro re, non si siede prima a determinare se può con diecimila affrontare colui che gli viene contro con ventimila?

 32 Se no, mentre quello è ancora lontano, gli manda un'ambasciata per trattar la pace.

 33  Così dunque, ognuno di voi che non rinunzia a tutto ciò che ha, non può essere mio discepolo.       

 

b)     Non amava le cose di questo mondo.

1 Giov.2:15  Non amate il mondo, né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l'amore del Padre non è in lui.

L’amore per il mondo ci porta ad odiare ciò che gli è contro e cioè la Parola di Dio. Non si può amare tutto, questa è solo un  utopia, un’idea assurda, impossibile. Gesù disse: <<non si può amare Dio e mammona, o si amerà l’uno e si odierà l’altro e viceversa>>.

Non amare il mondo non significa non apprezzare le cose che Dio ha creato, ma non apprezzare i principi, le mete ed i costumi di questo mondo che sono contrari alla Parola di Dio.

 

 

La Chiesa ha il compito non di sonnecchiare, ma di far vivere la vita di Gesù Cristo attraverso di essa e ciò potrà avvenire  soffocando la propria carne.

Per adempiere il piano che Dio ha stabilito ed affinché possa essere fiero di noi così come lo è stato del Battista, occorre avere una fede stabile in Lui e ciò potrà avvenire mettendo le priorità al posto giusto.