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Grazia e pace
Galati 1
Introduzione: Paolo oltre a presentarsi ai Galati per quello
che è li benedice, desiderando per loro due cose molto care e indispensabili
per chi ha deciso di camminare per fede. La fede è qualcosa che si ha nel
cuore, ma prima di averla occorre che ci siano due cose: grazia e pace,
altrimenti possiamo dire che non potrà esistere il primo piano di una casa se
ancora non è stata costruita la fondazione e il piano terra, e così non potrà
esserci fede senza questi due elementi che si possono ricevere da Dio.
Grazia: Qualcosa che il mondo
usa come parola molto comune, fa parte molto spesso del linguaggio
quotidiano, il significato che gli si dà, però, è parziale e talvolta molto
diverso del concetto di grazia vero e proprio, per questo anche noi credenti
possiamo avere la mente molto confusa e disorientata rispetto a quello che
realmente il Signore ci vuole dire.
E’ importante che vediamo il significato della grazia perché
altrimenti potremmo non godere minimamente dell’opera di Gesù e di tutto
quello che ha fatto per noi.
La Bibbia dice che:
Efesini 2:8 Voi infatti siete
stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono
di Dio,
Grazia è qualcosa che non imparenta per niente con il nostro
essere e con il nostro operato, è qualcosa che viene distribuita a chiunque,
di qualsiasi generazione, lingua, colore della pelle, cultura, categoria
sociale ecc.. grazia significa che non dobbiamo fare proprio niente per
averla eccetto credere in Gesù che ne è il benefattore, perché quello che a
noi non costa, a Lui è costato.
Noi non abbiamo ricevuto la grazia,
ma l’accesso
(si è aperta la porta, dalla quale possiamo entrare e restare per sempre.)
Romani 5:1 Giustificati dunque
per fede abbiamo pace presso Dio per mezzo di Gesú Cristo, nostro Signore,
2 per mezzo del quale abbiamo anche avuto, mediante la fede, l'accesso a questa grazia nella
quale stiamo saldi e ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio.
Grazia è qualcosa che ci permette di chiedere e ricevere, per
ogni nostro reale bisogno possiamo entrare nella camera della grazia,
prendere, ringraziare e continuare a chiedere. Nella porta del cielo dove si
accede al trono della grazia non troveremo sicuramente la scritta "fino
ad esaurimento delle scorte" e nemmeno c’è una quantità massima di
prelievo. La fede prende sempre.
Dentro di noi purtroppo vi sono innescati dei meccanismi
automatici che non conoscono il concetto della grazia, lo conosciamo a
livello mentale, ma se non c’è una rivelazione dello Spirito Santo, è
difficile che si riesca a capire. Senza la conoscenza sperimentale di ciò,
siamo come colui che conosce la bicicletta e pur sapendo di avere la macchina
si sente più sicuro con la bicicletta. Questo fatto trasportato
spiritualmente ci fa agire sempre con le nostre forze, le quali sono
insufficienti, ci fa stancare e spesso fare cattive figure, ma non tanto per
questo, ma per il fatto che non onoriamo come dovremmo il Signore. Un giorno
il Signore a molti dirà, soprattutto a coloro che sono molto stanchi: "ma
perché non hai usato la grazia?".
Abbiamo l’idea che Dio ci esaudisce se abbiamo letto
sufficientemente la Bibbia, ma quant’è sufficientemente? Se abbiamo pregato
molto, ma quant’è molto? Se abbiamo dato molto, ma quanto? Il diavolo conosce
il nostro modo di ragionare e ci dirà, camuffando la voce di Dio, "devi
fare ancora di piùùùùùùùù, non basta ancora". La lettura della
Bibbia, la preghiera ci possono aiutare ad aprire meglio gli occhi e non ci
faremo ingannare, per questo dobbiamo pregare e leggere, ma non certamente
per essere esauditi. Il diavolo ti dirà: "questa settimana non hai
parlato a nessuno di Gesù, non hai fatto nessuna visita, ti sei riposato,
perciò adesso tocca a Dio riposarsi". Noi ci sforziamo e non basta
mai, restiamo sotto la pressione del tiranno che si chiama dover fare. Con la grazia di Dio
possiamo, invece fare tutto quello che il Signore ci dice di fare, proprio
perchè la grazia funziona quando facciamo ciò che vuole.
Noi non possiamo guarire con la confessione delle promesse di
Dio, perché altrimenti diventerebbe un merito. Ma attraverso la confessione
si convince il nostro cuore a ricevere per grazia.
Molte persone non hanno fatto niente per Dio, vengono in
Chiesa e la prima volta sono guariti, che cos’è, se non la grazia?
Il mondo ha diritto di vedere che i figli di Dio, non vanno
con i loro sforzi ma con la grazia. Tutte le religioni umane presentano
sforzi, la grazia presenta solo l’amore infinito di Dio.
Chi comprende il vero significato della grazia, si rende
immediatamente conto del grande amore di Dio.
La pace: altro elemento
fondamentale indispensabile per camminare per fede.
Quando Paolo dice: giustificati per fede abbiamo pace con Dio,
vuol dire che abbiamo comunione, non ci sentiamo cacciati, ci sentiamo
accolti, capiti, aiutati.
Quale
vangelo?
Galati 1
Introduzione: L’epistola di Paolo ai Galati è importante per
la dottrina della salvezza per grazia, questa lettera nasce dal profondo
amore che l’Apostolo ha per tutte le Chiese della Galazia, e l’amore lo porta
a suonare il campanello d’allarme in modo che chiunque si possa salvare si
salvi.
Già in quel tempo il diavolo cercava di portare lontano dalla
verità chi c’era già. Non può farlo certamente a chi ha conosciuto l’amore di
Dio e la sua esistenza, dirgli che Dio non c’è, perché non ci crederebbe e
allora fa tutti i tentavi affinchè il veleno che ti dà, riesce ad
inghiottirlo lasciandoti la bocca dolce.
A.
Gesù ha dato se stesso per caricarsi dei nostri peccati allo
scopo di sottrarci dalla presente malvagia età.
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Il peccato è quello che tiene l’uomo legato
alla malvagità e segue il destino dell’umanità che rifiuta di ascoltare
Dio. Le catene della schiavitù non potranno essere spezzate se non viene
sollevato dalla condanna a morte e se non riceve la grazia da parte di Dio.
Il peccato è la causa di tutti i mali dell’uomo: inimicizia con Dio e con
la verità, con tutti coloro che camminano in verità, collaborazione con
tutto ciò che è male, essere oppressi dalla povertà, dalla malattia e dalle
maledizioni. Il peccato è la firma del testimone che ti inchioda nella
prigione spirituale e che non ti fa realizzare ne la verità e ne l’amore di
Dio.
L’apostolo Paolo dice che:
Col. 2:13 E con lui Dio ha
vivificato voi, che eravate morti nei peccati e nell'incirconcisione della
carne, perdonandovi tutti i peccati.
14 Egli ha annientato il documento fatto di ordinamenti, che
era contro di noi e che ci era nemico, e l'ha tolto di mezzo inchiodandolo
alla croce;
La prigionia era morte per noi, la legge le dava forza e
Gesù l’ha strappata. E’ come se avesse annullato il codice dove sono previste le
pene per chi commette le infrazioni.
La malattia è una conseguenza del peccato, infatti Gesù disse
al paralitico che calavano dal tetto:
Uomo ti siano rimessi i tuoi peccati e poi ancora che
cos’è più agevole dire ti siano rimessi i tuoi peccati oppure alzati e
cammina?
Isaia dice: Egli ha preso le nostre malattie e per le sue
lividure noi siamo stati guariti.
Quello che abbiamo ricevuto attraverso Gesù è la volontà del
Padre. Gesù ha fatto la volontà del Padre in ogni cosa.
Dopo una breve premessa importantissima sul concetto della
grazia, Paolo espone direttamente il problema ai Galati dicendo che avevano
creduto ad un altro vangelo.
B) Quanti vangeli?
Vangelo vuol dire: buone notizie, ma per essere buone
debbono essere anche vere perché altrimenti sono soltanto illusioni.
Gesù aveva insegnato i suoi discepoli dicendo che ci sarebbe stata una forte
opposizione alla verità. Noi sappiamo che l’opposizione c’è stata davvero e
che hanno cercato di buttare fango su quello che Gesù diceva, però questo
non ha portato nessun frutto.
Il vangelo è dimostrazione della bontà divina;
" " " " misericordia divina;
" " " " azione coerente da parte di Dio
per il bene dell’uomo;
Tutti quei vangeli che negano che Gesù ha fatto un opera
completa sulla croce, forse non con le parole ma con i fatti, quello è una
contraffazione del vangelo e quindi menzogna.
Questo vangelo è come il vino con l’acqua.
Quando dicono che Gesù ha compiuto tutto ma che noi per
essere salvati dobbiamo fare questo, quest’altro e quest’altro ancora,
stanno negando con i fatti. I sacramenti che la Chiesa storica ha
indicato alla gente sono mezzi umani per arrivare a Dio, per appropriarsi
della salvezza, senza adempiere i sacramenti tu non potrai essere salvato.
Alcuni insegnano che se non si è battezzati in acqua non si
potrà accedere al Paradiso, questo è come voler dire che il battesimo è un
modo come Dio ci può salvare, non è per niente così, il battesimo non
salva, è l’opera di Gesù che l’ha fatto. Altri insegnano che dopo che hai
confessato i tuoi peccati dovrai scontarne la pena qui sulla terra
attraverso la recita di preghiere e poi per un certo numero di anni dovrai
stare nel purgatorio dove si soffre prima di accedere al Paradiso.
La Parola di Dio dice in:
Isaia 1:18 Venite quindi e
discutiamo assieme, dice l'Eterno, anche se i vostri peccati fossero come
scarlatto, diventeranno bianchi come neve; anche se fossero rossi come
porpora, diventeranno come lana.
Ebrei 10:17 aggiunge: "E
non mi ricorderò piú dei loro peccati e delle loro iniquità".
Quando dicono che Dio perdona, ma .....
Questo non è il vangelo di Gesù, questo è il vangelo di satana,
la menzogna che il diavolo ha fatto credere per 20 secoli e che se non ci
diamo una mossa facendoci aiutare dal Signore, continuerà a far credere
fino al ritorno di Gesù.
Il Signore ci ha detto che dobbiamo benedire coloro che ci
maledicono e amare quelli che ci odiano, ma la Parola sua ci dice che
possiamo maledire perfino gli angeli se portano un vangelo diverso che non
mi fa vedere Dio come Padre perdonatore, misericordioso, che prepara cose,
sempre per venirci incontro e che soprattutto non si contraddice.
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Piacere a Dio
Gal.1:10-12
Introduzione: Ci sono due vie che ogni persona può seguire -
piacere a Dio o agli uomini. Quella di piacere a Dio è la più giusta ma nello
stesso tempo la più difficile, l'altra è più sbrigativa, più facile ma non
porta alla presenza di Dio e a fare la sua volontà.
Gesù venne sulla terra con il proposito di fare la volontà del
Padre, ciò cozzava spesso con i desideri degli uomini. Tutti vorremmo avere
Dio nella nostra vita ma non per fare in noi e attraverso noi ciò che gli
piace ma quello ci piace.
All'uomo piace:
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Essere accettato dagli altri e quindi
essere apprezzato, amato, onorato, salutato;
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Gesù non fu accettato nemmeno dai suoi
fratelli, dai suoi conoscenti, dai sacerdoti e dagli scribi, insomma non fu
accettato dalle persone più care e da quelle che sono in autorità.
Giovanni 7:5 Neppure i suoi
fratelli infatti credevano in lui.
Matteo 12:38 Allora alcuni
scribi e farisei, lo interrogarono, dicendo: "Maestro, noi vorremmo
vedere da te qualche segno".
Matteo 19:3 Allora gli si
accostarono alcuni farisei per tentarlo, e gli dissero: "è lecito ad
un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?".
Matteo 9:11 Ma egli disse loro:
"Non tutti sono capaci di accettare questo parlare, ma è per coloro ai
quali è stato dato.
Gesù era un vero uomo ed anche a Lui sarebbe piaciuto essere
riconosciuto per quello che era, sarebbe stato tutto più semplice purtroppo
non è stato così e non lo sarà nemmeno per noi. Giovanni dice: che quelli che Lo hanno ricevuto Egli ha
dato il diritto di essere chiamati figli di Dio. Coloro che ci
riceveranno per quelli che siamo, non si perderanno il loro premio.
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Essere
creduto e ubbidito;
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Giovanni 12:37 Sebbene avesse
fatto tanti segni davanti a loro, non credevano in lui.
Anche a Gesù avrebbe fatto piacere se tutti lo avessero
creduto perché sarebbero stati tutti beati. Il diavolo, purtroppo, ha seminato
nella mente tanti di quei pregiudizi che la gente, senza accorgersene
rifiuta la verità per credere nelle menzogne. Solo l'amore di Dio potrà far
cadere le scaglie che ottenebrano la vista. Il messaggio della salvezza è
sconvolgente perché l'uomo non riesce ad accettare che ci può essere
qualcuno che dà gratuitamente e solo per amore, specialmente se non è un
parente o un conoscente, dalle esperienze che ognuno, d'altronde, ha fatto
ha potuto scoprire che nessuno fa qualcosa se non ne riceve una ricompensa.
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Essere
ricompensato subito dagli altri;
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Gesù a proposito della preghiera disse: Matteo 6:16 Ora, quando
digiunate, non siate mesti d'aspetto come gli ipocriti; perché essi si
sfigurano la faccia per mostrare agli uomini che digiunano, in verità vi
dico che essi hanno già ricevuto il loro premio.
Il re Saul era diverso di Davide perché tra di loro c'era
una cosa che non avevano per niente in comune: il primo ci teneva molto al
giudizio degli altri, Davide no.
Infatti Saul per accontentare i soldati permise di dividersi
il bottino della vittoria, disubbidendo agli ordini che Dio aveva dato loro
e cioè di distruggere ogni cosa, quando fu ripreso da Samuele non
gl'importò tanto l'essere rigettato da Dio, piuttosto che lo onorasse come
re davanti agli altri.
Davide invece davanti all'arca si spogliò e danzò nel
cospetto del Signore, ne subì le critiche della moglie (figlia di Saul, in
qualche modo come suo padre).
Gli uomini non hanno la fede in Dio e per questo ragionano
in questo modo, perché non vogliono perdersi la ricompensa dei potenti,
perché non sanno che Dio è l'Onnipotente e se abbiamo il suo favore non c'è
potenza che si possa interporre davanti ed ostacolarla.
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Se Paolo avesse cercato di piacere
agli uomini (potenti) non sarebbe mai diventato servo di Cristo, già serviva
i potenti e ne riceveva la ricompensa, ma il suo cuore però era per Dio, per
la giustizia e il Signore gli ha cambiato la mente e gli ha mostrato
personalmente la verità.
Un'altra cosa che ha determinato il
successo della sua vita cristiana è stata quella di aver ricevuto la
rivelazione personale del vangelo da parte di Dio stesso. Ogni uomo deve fare
le proprie esperienze con il Signore e questo potrà rendere la nostra vita
molto forte. Quando quello che il Signore ci dice non passa dal dimenticatoio
ma nel libro o nella lavagna delle cose da fare, le cose cambieranno e tutti
potranno dire come quelle persone chiamate dalla samaritana per ascoltare
Gesù : Giov. 4: 39 Ora, molti Samaritani di quella città credettero in
lui, a motivo della parola che la donna aveva attestato: "Egli mi ha
detto tutte le cose che io ho fatto".
40 Quando poi i Samaritani vennero
da lui, lo pregarono di restare con loro; ed egli vi rimase due giorni.
41 E molti di piú credettero a
motivo della sua parola.
42 Ed essi dicevano alla donna:
"Non è piú a motivo delle tue parole che noi crediamo, ma perché noi
stessi abbiamo udito e sappiamo che costui è veramente il Cristo, il
Salvatore del mondo".
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La libertà in Cristo
Introduzione: L'apostolo Paolo aveva
sperimentato, la schiavitù religiosa e quella del peccato e poi la libertà
del Signore, e chiunque la prova diventa un'altra persona e cerca di
tenersela a denti stretti.
Che cosa non è la libertà in Cristo
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Non è peccare; Romani 5:20 Or la legge intervenne affinché la
trasgressione abbondasse; ma dove il peccato è abbondato, la grazia è
sovrabbondata,
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21 affinché come il peccato ha regnato nella morte, cosí
anche la grazia regni per la giustizia a vita eterna per mezzo di Gesú
Cristo, nostro Signore.
6:1 Che diremo dunque? Rimarremo nel
peccato, affinché abbondi la grazia?
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2.
Niente affatto! Noi che siamo morti
al peccato, come vivremo ancora in esso?
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Non è
guardare quello che fanno gli altri;
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Il Signore ci ha salvati per darci l'opportunità di compiere
le opere che Egli ha preparato Efes.
2:10 Noi infatti siamo opera sua, creati in Cristo Gesú per le
buone opere che Dio ha precedentemente preparato, perché le compiamo.
Ogni persona nata di nuovo deve poter compiere le opere che
Dio ha preparato, perché noi non siamo stati salvati per le opere nostre ma
per quelle di Gesù ed anche grazie a qualcuno che ha compiuto le opere
preparate da Dio.
Le buone opere non salvano noi ma possono salvare qualche
altro, dico questo non per diminuire il sacrificio di Gesù, ma perché le
persone possono essere salvate grazie alla predicazione e alle
testimonianze della nostra fede.
Le buone opere quindi non sono per Dio ma per il nostro
prossimo che Dio ama.
La tentazione di guardare quello che fanno gli altri è
forte, ma se ci soffermiamo solo per imparare è meglio.
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Non è
giudicare ed accusare i prigionieri;
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I prigionieri sono coloro che non conoscono la libertà, che
non sanno il valore della libertà, camminano a testa bassa, subiscono, e
non reagiscono e si fanno privare del diritto di vivere la loro vita.
Gesù vide le persone che non avevano una guida, un punto di
riferimento, un modello, un insegnamento ed erano vittima di tante cose, ne
ebbe compassione perché gli sembrarono come tante pecore senza pastore.
Erano prigionieri dell'ignoranza, della solitudine, dello smarrimento. Il
sentimento di Gesù non è stato di giudizio ma di compassione. Egli stesso
dice che l'unzione è su Lui per mettere in libertà i prigionieri, altro che
giudicarli.
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Non è fare
tutto quello che passa per la testa;
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L'apostolo Paolo sapeva che gli idoli non sono nulla,
immaginazione umana, espressione della fantasia per potersi dare delle
risposte o delle speranze, sapeva che avrebbe potuto mangiare le cose
sacrificate che avrebbe potuto fare ciò che avrebbe voluto senza averne
alcun male, perché il bene o il danno consiste soltanto nella fede che si
ripone a quelle cose. Mi possono dare una bevanda stregata, io so che non
mi può fare niente perché benedico anche l'acqua che mi bevo, però se
qualcuno mi avverte e mi dice che è stregata e che mi può far male ed
ancora non capisce tante cose, io non lo scandalizzo, non la bevo, ma non
per me stesso ma per il debole. L'apostolo dice che non dobbiamo dare
occasione della libertà che abbiamo per peccare. Ricordiamoci che
scandalizzare un minimo vuol dire fare un grande danno, spesso
irreversibile. Far perdere la fede ad un bambino significa aver ucciso la
sua anima.
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Che cos'è la libertà
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Essere libero del peccato
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Essere libero della morte
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Essere libero della condanna
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Essere libero di amare
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Essere libero di vincere la tentazione
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Essere libero di ubbidire e sottomesso
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Il diavolo ha sempre cercato di
derubare il credente della sua libertà, ha cercato d'ingannarlo in tutti i
modi e qualche volta ci riesce perché glielo permettiamo. La Chiesa della
Galazia era una bella Chiesa, partita bene per lo spirito, il diavolo usa i
falsi fratelli.
Chi sono i falsi fratelli? Tutti coloro che hanno cambiato religione ma che non hanno sperimentato
la nuova nascita, come dire che il falso vino è quello che non è stato
prodotto dall'uva. Le false banconote sono quelle che non sono stampate dalla
Zecca. Spiano per giudicare, condannare e sviare. Queste persone anche se
sembrano delle brave persone, se non sono nate di nuovo hanno sempre un altro
spirito. Il Signore ci ha fatti liberi e noi dobbiamo custodire questa
libertà gelosamente.
1Cor.7:21 Ciascuno rimanga nella
condizione nella quale è stato chiamato.
21 Sei tu stato chiamato quando eri
schiavo? Non ti affliggere; se però puoi divenire libero, è meglio che lo
fai.
Crocifisso con Cristo
Galati 2:
Introduzione: Gesù un giorno disse
ai suoi discepoli: <<se il seme non muore non potrà portare molto
frutto>>. La crocifissione ci parla di morte della carne, delle sue
passioni, dei suoi desideri, dell'orgoglio personale e di vivere una vita
nascosta agli occhi degli altri.
Abbiamo visto che Paolo ricercava
l'approvazione in primo luogo divina e poi quella delle autorità terrene.
Questo tipo di azione è la più difficile ma giusta, è la meno popolare ma
benedetta da Dio. Pietro si è trovato in una condizione di debolezza quando
ha cercato l'approvazione delle persone che venivano dalla Chiesa di Giacomo,
questi ultimi erano ebrei circoncisi convertiti a Cristo, in qualche modo
erano convinti che era l'osservanza della legge che aveva permesso a Cristo
di salvarli, pertanto in questa situazione si trovavano, senza volerlo, fuori
strada perché non sapevano che la legge non salva e nemmeno può portare
salvezza. Il comportamento di Pietro è errato perché egli conosce la verità e
sa che la circoncisione non è nulla, infatti prima che venissero i cristiani
circoncisi egli mangiava con i gentili ma appena arrivarono si separò per
vivere alla giudaica.
Questa situazione può sembrare una
sciocchezza ma crea delle perplessità in coloro che sono coscienti della
grazia. Io sono convinto che Paolo, ai Galati non avrebbe raccontato questa
debolezza di Pietro se loro non si fossero lasciati ingannare dallo spirito
della religiosità ebraica e quasi sicuramente questo spirito speculava
proprio sul comportamento sbagliato di Pietro facendoglielo vedere come un
esempio corretto.
Paolo aveva un grande rispetto per
Pietro, conosceva ed apprezzava il suo amore per Cristo e la sua fede ma ha
dovuto demolire qualcosa che era sbagliata.
Il rispetto, l'onore, la dignità
rimane ma l'associazione a comportamenti errati vuol dire partecipare agli
errori degli altri, nel momento che accade qualcosa di questo genere bisogna
avere il coraggio di dire: << mi dispiace, io mi dissocio, >>
fosse anche tuo padre, la persona che sulla terra stimi di più.
Per poter fare quello che Paolo ha
fatto dobbiamo vedere cosa credeva, come lo faceva e quale rivelazione aveva
nel suo spirito, la risposta a tutto ciò la troviamo nel verso 20 del
capitolo 2.
Galati 2:20 Io sono stato
crocifisso con Cristo e non sono piú io che vivo, ma è Cristo che vive in me;
e quella vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio,
che mi ha amato e ha dato se stesso per me.
La prima parte del verso ci mostra
che lui è cosciente di essere una persona fisica morta è sepolta,
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non si veste più per se stesso, ma
veste il corpo che ora è di Gesù, quindi egli sa di non aver diritto di
indossare ciò che gli piace ma quello che piace al Signore;
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Non mangia più per nutrire il suo corpo
ma quello di Cristo;
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Non segue più il suo istinto o il suo
cuore ma la voce di Dio;
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Le parole che dice non sono le parole
che vorrebbe dire ma quelle che vuol dire Gesù;
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Non si ferma più dove vorrebbe fermarsi
ma….
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Io so che è una meta molto alta,
Paolo l'aveva raggiunta, sicuramente non da solo ma con la certezza del
grande amore di Dio. Egli aveva compreso che Cristo era morto per lui, aveva
preso il suo posto e ne era così grato e si sentiva così amato che ha deciso
di vivere per Lui interamente. Tutto questo lo possiamo rilevare nella
seconda parte del verso 20.
Cosa possiamo fare oggi noi e cosa
centra questo con la nostra vita, niente se vogliamo seguire i nostri
progetti, i nostri desideri ecc.
Seguirlo se vogliamo ubbidire al
Signore, ricevere la Parola con mansuetudine, farsi piegare e trasformare
dalla Parola, crocifiggere la carne, neutralizzare ogni suo istinto, perché
siamo stati fatti una nuova creatura per seguire volontariamente la volontà
del Creatore.
Questo tipo di decisione permetterà
allo Spirito Santo di poterci avere in maniera totale. Le grandi cose,
infatti, Dio le potrà fare non con le persone che hanno lo Spirito Santo ma
con quelle che lo Spirito Santo ha. Alle quali in ogni momento può parlare, e
loro sono disposti a rinunciare di fare ciò che stanno facendo, sono disposti
ad alzarsi dal letto, a non andare a letto, ad andare dove non vorrebbero.
Quando il Signore parlò a Pietro per
riabilitarlo gli disse che quando sarebbe diventato vecchio, un altro lo
avrebbe cinto e lo avrebbe condotto dove non sarebbe voluto andare.
Atti 5:15
Io sono convinto che quando i malati
guarivano alla sola ombra di Pietro era perché lo Spirito lo aveva già e lo
conduceva dove Egli desiderasse.
Atti 19:11
La predicazione della fede
Galati 3
Introduzione: A Dio è piaciuto
salvare attraverso la predicazione della verità, ancora oggi Dio salva per
questo. Quello che dobbiamo studiarci è predicarla, annunziarla e dimostrare
di credere a ciò che predichiamo. Gli apostoli predicavano sempre al rischio
della propria vita.
Quale verità?
Cristo è la verità e nient'altro
perché è la conseguenza della fedeltà di Dio della promessa fatta ad Adamo
dopo la caduta. <<Non ti preoccupare se sei scivolato nell'inganno
del diavolo io ti trarrò fuori, io ho preparato un piano per salvarti
attraverso la giustizia e il rispetto di ciò che è stato promesso e detto>>.
Ad Abramo ha fatto la promessa di
una progenie numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia del mare, e
noi sappiamo che questa progenie non è il popolo ebraico, perché si può
contare, in quanto non è molto numeroso ma alla discendenza vera che è in
Cristo nella quale ci sono tutti i cristiani, noi compresi.
La verità di Dio è antica e moderna
nello stesso tempo, perché incorruttibile, infatti non risente la vecchiaia
come le cose.
La predicazione di questa verità che
è Cristo porta alla salvezza, alla pienezza dello Spirito Santo, porta ai
miracoli. Se abbandoniamo la verità ci ritroveremo senza fede, senza lo
Spirito Santo e senza opere potenti.
I Galati si erano lasciati ingannare
e stavano andando a perdere i frutti della potenza e fedeltà divina, non
erano più tanto attenti alla Parola di Dio, quanto alle opere della legge,
non erano più tanto attenti a quello che Dio aveva già fatto per loro, quanto
a ciò che dovevano fare per Lui.
E' importante che fissiamo gli occhi
su Cristo per credere che ha fatto abbastanza per ognuno di noi in modo che
potessimo ereditare le promesse di Abramo, proprio perché siamo in Cristo la
sua discendenza.
La Chiesa oggi deve proclamare
solennemente la verità, perché lo è, e quali effetti porta nella vita di chi
la riceve.
Paolo disse ai Galati che avevano
ricevuto lo Spirito per la predicazione della fede, cioè: la verità sostenuta
da DIO.
Se vogliamo che Dio sia coinvolto in
modo soprannaturale in quello che facciamo dobbiamo credere nella verità e
predicarla.
In questo capitolo abbiamo una
grande verità da credere, da vivere e da predicare, quella racchiusa nei
versi 13 e 14.
1) Cristo ci ha riscattato dalla
maledizione della legge.
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La legge, come ogni legge,
per essere rispettata deve portare con se la punizione di chi non la
rispetta, altrimenti non è più legge.
Chi vive per la legge ne paga lo scotto, si perché ci sono
persone che la legge non l'osservano perché sono sotto la grazia ma
vogliono, però, che gli altri la rispettino, sperano che Dio dia effetto
alle sanzioni in modo che vengano distrutti, però poi vogliono per loro
stessi la grazia.
Quando il Signore disse: <<chi di spada ferisce, di
spada perisce>>, se tu reclami la legge sugli altri lo sarà anche
su di te.
La Parola da credere invece è che Cristo ci ha riscattato
dalla maledizione della legge, vuol dire che eravamo resi vittima dalla
maledizione ed ancora lo si è, se non si crede in ciò che ha fatto Gesù per
noi.
Egli è divenuto maledizione per noi affinchè ereditassimo le
benedizioni di Abramo mediante la fede.
Oggi il Signore è visto come un poliziotto con il
bollettario e la penna in mano pronto a fare la multa per ogni infrazione
commessa, la Parola ci dipinge il Signore come Colui che ha pagato la multa
di tutte le nostre infrazioni, perché noi potessimo ottenere dal Padre le
promesse.
Siamo disposti a predicare la
fede?
Siamo disposti a predicare Cristo,
la verità?
Allora veramente possiamo ricevere le benedizioni della
legge, perché è stata già adempiuta.
C'è un altro modo come la
maledezione può avere ancora effetto nella nostra vita e cioè:
quando un patto viene fatto e si
rompe, si entra di conseguenza nella maledizione.
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1.
Giosuè aveva fatto un patto con i
Gabaoniti Giosuè 9: 15 Così Giosuè fece pace con loro e stipulò con loro
il patto di lasciarli in vita; e i capi dell'assemblea si obbligarono verso
di loro con giuramento.
2.
Saul spezza il patto
3.
Davide spezza la maledizione: 2Sa
21:1-8
4.
Il prezzo da pagare consiste nel
sacrificare 7 uuomi innocenti, figura del Figlio dell'uomo senza peccato e
Figlio di DIO con i sette spiriti di Dio, cioò che è importante consiste nel
pentimento, nel ricevere il perdono e nel mantenere i patti.
Galati 7° parte (Il patto)
Il
patto non può essere ne annullato e ne modificato
Galati 3:15
Introduzione: Oggi non abbiamo tanto
la cognizione di cosa realmente potesse significare patto, ma se osserviamo alcune
tribù, dove la civiltà fa fatica ad entrare avremo certamente più chiaro il
significato spirituale del patto visto che la Bibbia non è altro che patto,
anzi ne abbiamo due di patti.
Significato: "taglio" =
rompere la carne per fare uscire il sangue. Il patto lo era veramente se
veniva tagliata la carne, mescolato il sangue delle due parti e poi bevuto
assieme con il vino. Le due ferite dopo lasciavano la cicatrice in modo che
restasse sempre nei loro occhi il patto.
Quando veniva fatto: Veniva effettuato
per richiesta di uno dei due ed accettato dall'altro, era generalmente il più
debole che lo richiedeva per essere protetto dal più forte, era evidente che
anche quest'ultimo avrebbe tratto vantaggio dal primo.
Cosa produceva: Il patto faceva si che
i due diventassero fratelli di sangue, e nessuno avrebbe potuto violare
l'impegno preso, inoltre in caso di bisogno l'uno doveva poter contare su
tutto ciò che l'altro aveva e viceversa.
Il patto era accompagnato dalle
maledizioni: Subito dopo il patto, venivano proclamate le maledizioni, in
caso che uno dei due si tirasse indietro.
Il patto aveva durata fino ad almeno
altre 4 generazioni: venivano piantati alberi oppure edificato un monumentino
di pietra perché se ne conservasse il ricordo e si mantenesse vivo l'impegno.
Dio ha fatto un patto con Abramo che
avrebbe avuto effetto fino alla progenie di Cristo e così è stato, Genesi 17.
Il patto è stato riconosciuto da Isacco e poi ancora da Giacobbe e perpetuato
fino ad oggi. La circoncisione era il taglio da parte dell'uomo e così ogni
volta che dovevano soddisfare i bisogni corporali si dovevano ricordare
dell'impegno che avevano preso con Dio e che Dio aveva preso con loro.
Dalla storia d'Israele sappiamo però
che questo patto è stato rotto diverse volte, per cui Dio ha dettato la legge
perché non fosse infranto, ma proprio questo fece capire loro che nessuno
avrebbe potuto mantenere l'impegno al 100%, e proprio per ciò ha mandato Gesù
perché lo adempisse in maniera completa.
Matteo 5:17 "Non pensate che
io sia venuto ad abrogare la legge o i profeti; io non sono venuto per
abrogare, ma per portare a compimento.
Quando Gesù sulla croce emesse un
gran grido, la terra tremò, il velo del tempio si squarciò dall'alto in
basso, i sepolcri si aprirono, perché ?
Perché il patto di Abramo era stato
rispettato, il giusto riscattava gli ingiusti e la conseguenza del patto e
cioè tutte le benedizioni ora finalmente toccavano a tutti i discendenti
della progenie.
Gesù qualche giorno prima aveva
dichiarato completo il primo ed iniziato uno nuovo:
Luca 22:20 Cosí pure, dopo aver
cenato, prese il calice dicendo: "Questo calice è il nuovo patto nel mio
sangue, che è sparso per voi.
Ebrei 8:13 Dicendo "un nuovo
patto" egli ha reso antico il primo, or quello che diventa antico ed
invecchia, è vicino ad essere annullato.
Oggi nei cieli c'è il sangue del
patto che rappresenta quello di Dio e quello dell'uomo, perché Gesù è
chiamato il Figlio di Dio soprattutto nel vangelo di Giovanni, nel vangelo di
Luca è chiamato figlio dell'uomo, proprio perchè doveva rappresentare con il
suo sangue e l'uno e l'altro.
Ebrei 8:6 Ma ora Cristo ha
ottenuto un ministero tanto piú eccellente in quanto egli è mediatore di un
patto migliore, fondato su migliori promesse,
conclusione
Dio non viene meno alle promesse
fatte perché è fedele, ma indipendentemente della sua fedeltà, ha fatto un
patto di sangue che non può essere annullato o modificato. Tutto ciò che Gesù
come uomo ha fatto è valso agli occhi di Dio come per conto dell'umanità e
tutto ciò che ha fatto come Dio ha valore per l'umanità.
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Si è caricato delle nostre iniquità
perché noi avessimo pace;
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Si è caricato delle nostre malattie
perché noi avessimo guarigione;
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Si è caricato delle nostre maledizione
perché ricevessimo benedizioni.
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Dio è l'Iddio del patto non
dimentichiamoci di questa cosa seria.
La fede e la legge
Galati 3:23-
Introduzione: Fede e legge sono le
due vie attraverso le quali ci si può avvicinare a Dio, in teoria tutte e due
sono buone, tuttavia in pratica solo una è realizzabile per tutti gli uomini,
e cioè quella della fede, l'altra funziona solo per Gesù perchè Egli soltanto
ha potuto adempiere la legge per acquistare i meriti per noi. Grazie a Dio
per la fede, perchè attraverso di essa, ora siamo tutti su un'altra nave che
ci ha recuperato quali naufraghi della legge, in quanto faceva acqua
dappertutto ed è andata a picco. La nave sulla quale siamo adesso si chiama
Cristo.
La fede in Cristo
a.
Matteo 8:5-13 Il centurione romano
Alle parole di Gesù: <<Io
verrò e lo guarirò>> il centurione disse di non essere degno che Gesù
venisse in casa sua, infatti egli sapeva bene che i circoncisi non potevano
entrare nelle case dei gentili, sapeva di non avere nessun diritto, nessun
merito, niente, si poteva appoggiare soltanto al fatto che Gesù era sulla
terra una persona di autorità da parte di Dio, forse non sapeva che fosse il
Messia, l'unigenito Figlio di Dio, ma di una cosa era certo, che era là con
tutta la sua bontà, potenza ed autorità ed era l'unico che avrebbe potuto
guarirgli il servo che amava e che non voleva soffrisse.
Questo tipo di fede ha preso
qualcosa che nessun uomo di legge avrebbe potuto prendere.
Gesù alla fine disse: <<Va e
ti sia fatto come hai creduto>>. Niente meriti, niente circoncisione,
niente sacrifici, solo fiducia in Gesù perché è Colui che ha l'autorità di
Dio.
b.
Matteo 9:20-21 La donna del flusso
di sangue
Questa donna per la legge non poteva
accostarsi a nessuno, perché per la sua malattia era considerata impura, ma
va oltre alle regole, sa di essere davanti a Colui che può aiutarla, è in suo
potere la guarigione e che la farà perché percepisce il senso dell'amore di
Dio.
Gesù le dice: <<Fatti animo
figliola, la tua fede ti ha guarito>>.
Anche questa volta la fede ha
sconfinato le regole, i meriti
c.
Matteo 9:27 I due ciechi guariti
Costoro lo seguirono invocando la
sua pietà, non invocarono ne la legge e nemmeno si commiserarono, hanno avuto
solo fiducia in Gesù che poteva guarirli, infatti lo hanno seguito gridando e
invocandolo. Sapevano certamente che Gesù poteva restituirgli la vista, ci
credevano e infatti non lo hanno mollato fin quando Gesù disse loro: "Vi
sia fatto secondo la vostra fede".
d.
Matteo 15:28 La donna cananea
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Nel verso 29 Gesù disse
anche a questa donna che aveva la figlia terribilmente tormentata da un
demone, "O donna, grande è la tua fede! Ti sia fatto come tu
vuoi". Anche questa volta non c'è legge, non ci sono meriti, questa
donna accetta perfino di farsi paragonare ai cagnolini ai quali non spetta
il pane dei figlioli, ma lei è sicura che la persona che è davanti a lei,
la può saziare anche con le sole molliche.
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Fede in Cristo - Figli di Dio
L'apostolo Giovanni dice che a
chiunque l'ha ricevuto (Gesù come Signore) Gesù gli dà la legittimazione a
figli, possiamo quindi chiamare Dio Abba Padre Galati 4:6.
Il Figlio differisce dal servo, egli
è anche padrone delle ricchezze del Padre perché Galati 4:7 dice che i
figli sono eredi di Dio in Cristo. Un figlio non deve elemosinare, ne
deve dubitare, deve solo rendersi conto di ciò che il Padre ha e poi
chiedere.
La fede in Cristo senza alcun
dubbio, prende sempre. Non è quante volte preghiamo Dio e per quanto tempo lo
preghiamo, ma per come abbiamo fede in Lui.
Fede determinata, fede senza ombre,
fede che piace a Dio.
La fede in Cristo - rivestimento di
Gesù
Ogni persona che crede in Cristo,
ubbidisce al comando di battezzarsi affinchè sia rivestito di Lui ed essere
tutti in uno. Essere rivestiti di Gesù significa, che il nostro carattere non
si deve più vedere, ma piuttosto quello di Gesù, le nostre parole non si
debbono più sentire, ma quelle di Gesù, Cristo è il mio rivestimento, il tuo,
il suo, il nostro, Tutti in Lui, Lui in tutti.
L’AUTORITA’ DEL CREDENTE SUL DIAVOLO
Marco 16:15-20 dice: "Poi
disse loro: <<Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo a
ogni creatura; chi ha creduto ed è stato battezzato sarà salvato; ma chi non
avrà creduto, sarà condannato. E questi sono i segni che accompagneranno
quelli che hanno creduto: nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno nuove
lingue,prenderanno in mano dei serpenti, anche se berranno qualcosa di
mortifero, non farà loro alcun male; imporranno le mani agli infermi, e
questi guariranno>>. Il Signore Gesù dunque, dopo aver loro parlato, fu
portato in cielo e si assise alla destra di Dio. Essi poi se ne andarono a
predicare dappertutto mentre il Signore operava con loro e confermava la
parola con i segni che l’accompagnavano. Amen."
Il primo segno che accompagna coloro
che hanno creduto in Gesù è quello di cacciare i demoni nel Suo nome. Ogni
credente, sia se battezzato nello Spirito che non, ha il compito e l’autorità
di cacciare i demoni. Questo segno, Gesù ha detto, accompagnerà tutti quelli
che credono nel suo nome. Cacciare demoni non voul dire "dare la caccia
ai demoni" così come si suole cacciare gli animali; ma vuol dire esercitare
l’autorità che Dio ci ha dato, adempiendo, così, la sua volontà. I demoni
tengono legate le persone attraverso malattie, infermità, oppressione, paura
e molte altre cose ed è per questo che la chiesa ha il compito di
"mettere allo scoperto" l’opera di satana e distruggerla. Per
cacciare i demoni, cioè per esercitare l’autorità che Dio ci ha dato occorre
essere non solo credenti, ma adoratori. Amare Dio, lodare Dio, adorare Dio e
manifestare il suo grande amore è ciò che la chiesa è chiamata a fare; ma
quando facciamo questo, il diavolo si infastidisce ed inizia a seminare
dubbi, paure, incertezze, sospetti per distruggere ed impedire che la volontà
di Dio si adempia; ed è proprio per questa ragione che ogni credente deve
cacciarlo ogni qual volta si presenta.
Ma perché cacciare i demoni?
1.
- Perché l’ha detto Gesù ed è un
comandamento che ci ha lasciato.
2.
- Perché il diavolo non essendo
pentito di ciò che ha fatto cerca, insieme ai suoi angeli, di distruggere
ogni persona.
In 1Pi 5:8 l’apostolo Pietro ci
esorta a stare sobri e veglianti perché il nostro avversario, il diavolo, ci
è attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare e se potesse
sedurrebbe anche gli eletti di Dio. Ci sta attorno aspettando il momento in
cui sbagliamo per accusarci, ferirci e farci perdere la comunione con Dio; ed
è per questo che noi dobbiamo cacciarlo ogni qual volta ci si presenta.
3.
- Perché è un seminatore di
discordia e di divisione; cerca di isolarci, allontanandoci l’un l’altro, e
di farci distogliere lo sguardo su Gesù, la sua parola e la sua chiesa per
distruggerci. In Atti 13:10 l’apostolo Paolo sgrida
Elimas, un mago del tempo, dicendogli: "O uomo pieno di ogni frode e
di ogni malizia, figlio del diavolo, nemico di ogni
giustizia, non la smetterai tu di pervertire le diritte vie del Signore?
Ecco, sarai cieco per un tempo.", proprio perché il demone che
operava in lui cercava di allontanare dalla verità l’uomo a cui Paolo stava
annunziando la buona novella.
4.
Perché è colui che porta le
malattie, l’oppressione, la depressione.
Per avanzare nel regno di Dio e per
compiere questa missione occorrono 4 condizioni :
1° - Avere fede in Dio, cioè
credere, all’autorità ed alla potenza che Gesù ci ha dato per cacciare il
diavolo.
In Ef 1:19-23 leggiamo "...e
qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi che crediamo
secondo l’efficacia della sua potenza, che egli ha messo in atto in Cristo
resuscitandolo dai morti e facendolo sedere alla
sua destra nei luoghi celesti, al di
sopra di ogni principato, potenza, signoria e di ogni nome che si nomina in
questa età, ma anche in quella futura, ponendo ogni cosa sotto i suoi piedi,
e lo ha dato per capo sopra ogni cosa alla chiesa, che è il suo corpo, il
compimento di colui che compie ogni cosa in tutti."; ed in Atti 3:16 leggiamo " E per la fede nel nome di Gesù
...". E’ fondamentale, quindi, avere fede nel nome di Gesù.
2°- Essere coraggiosi ed il coraggio
è una conseguenza della fede.
Giosué fino a quando Mosé era in
vita era un uomo pieno di coraggio e vigore, ma alla morte di Mosé l’Eterno
dovette ricordargli di essere forte e coraggioso. Il coraggio non deve mai
allontanarsi dalla nostra vita perché il coraggio è nella certezza che il
Signore non ci lascia e non ci abbandona mai. Apocalisse 21:8 infatti dice
che: " Ma per i codardi ... .... .... la loro parte sarà nello stagno
... ... ...".
3°- Essere umili, cioè riconoscere
che non è nostra abilità ma che è opera di Dio.
4°- Dipendenti del Re e delle
autorità delegate.
Se vogliamo cacciare il diavolo e se
vogliamo che il diavolo sia sottomesso, anche noi dobbiamo essere sottomessi
così come Gesù è stato sottomesso al Padre.
Il compito di ogni credente, però,
non è quello dell’acchiappa fantasmi, ma di manifestare l’amore di Dio ed
adempiere ciò che Egli ci ha chiamato a compiere. Facendo ciò, però, il
diavolo si presenterà per distruggere e bloccare la nostra attività ed è
proprio allora che noi eserciteremo l’autorità che Dio ci ha dato
cacciandolo, cioè, ogni qual volta egli ci si presenta.
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