Grazia e pace

Galati 1

Introduzione: Paolo oltre a presentarsi ai Galati per quello che è li benedice, desiderando per loro due cose molto care e indispensabili per chi ha deciso di camminare per fede. La fede è qualcosa che si ha nel cuore, ma prima di averla occorre che ci siano due cose: grazia e pace, altrimenti possiamo dire che non potrà esistere il primo piano di una casa se ancora non è stata costruita la fondazione e il piano terra, e così non potrà esserci fede senza questi due elementi che si possono ricevere da Dio.

Grazia: Qualcosa che il mondo usa come parola molto comune, fa parte molto spesso del linguaggio quotidiano, il significato che gli si dà, però, è parziale e talvolta molto diverso del concetto di grazia vero e proprio, per questo anche noi credenti possiamo avere la mente molto confusa e disorientata rispetto a quello che realmente il Signore ci vuole dire.

E’ importante che vediamo il significato della grazia perché altrimenti potremmo non godere minimamente dell’opera di Gesù e di tutto quello che ha fatto per noi.

La Bibbia dice che:

Efesini 2:8 Voi infatti siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio,

Grazia è qualcosa che non imparenta per niente con il nostro essere e con il nostro operato, è qualcosa che viene distribuita a chiunque, di qualsiasi generazione, lingua, colore della pelle, cultura, categoria sociale ecc.. grazia significa che non dobbiamo fare proprio niente per averla eccetto credere in Gesù che ne è il benefattore, perché quello che a noi non costa, a Lui è costato.

Noi non abbiamo ricevuto la grazia, ma l’accesso (si è aperta la porta, dalla quale possiamo entrare e restare per sempre.)

Romani 5:1 Giustificati dunque per fede abbiamo pace presso Dio per mezzo di Gesú Cristo, nostro Signore,

2 per mezzo del quale abbiamo anche avuto, mediante la fede, l'accesso a questa grazia nella quale stiamo saldi e ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio.

Grazia è qualcosa che ci permette di chiedere e ricevere, per ogni nostro reale bisogno possiamo entrare nella camera della grazia, prendere, ringraziare e continuare a chiedere. Nella porta del cielo dove si accede al trono della grazia non troveremo sicuramente la scritta "fino ad esaurimento delle scorte" e nemmeno c’è una quantità massima di prelievo. La fede prende sempre.

Dentro di noi purtroppo vi sono innescati dei meccanismi automatici che non conoscono il concetto della grazia, lo conosciamo a livello mentale, ma se non c’è una rivelazione dello Spirito Santo, è difficile che si riesca a capire. Senza la conoscenza sperimentale di ciò, siamo come colui che conosce la bicicletta e pur sapendo di avere la macchina si sente più sicuro con la bicicletta. Questo fatto trasportato spiritualmente ci fa agire sempre con le nostre forze, le quali sono insufficienti, ci fa stancare e spesso fare cattive figure, ma non tanto per questo, ma per il fatto che non onoriamo come dovremmo il Signore. Un giorno il Signore a molti dirà, soprattutto a coloro che sono molto stanchi: "ma perché non hai usato la grazia?".

Abbiamo l’idea che Dio ci esaudisce se abbiamo letto sufficientemente la Bibbia, ma quant’è sufficientemente? Se abbiamo pregato molto, ma quant’è molto? Se abbiamo dato molto, ma quanto? Il diavolo conosce il nostro modo di ragionare e ci dirà, camuffando la voce di Dio, "devi fare ancora di piùùùùùùùù, non basta ancora". La lettura della Bibbia, la preghiera ci possono aiutare ad aprire meglio gli occhi e non ci faremo ingannare, per questo dobbiamo pregare e leggere, ma non certamente per essere esauditi. Il diavolo ti dirà: "questa settimana non hai parlato a nessuno di Gesù, non hai fatto nessuna visita, ti sei riposato, perciò adesso tocca a Dio riposarsi". Noi ci sforziamo e non basta mai, restiamo sotto la pressione del tiranno che si chiama dover fare. Con la grazia di Dio possiamo, invece fare tutto quello che il Signore ci dice di fare, proprio perchè la grazia funziona quando facciamo ciò che vuole.

Noi non possiamo guarire con la confessione delle promesse di Dio, perché altrimenti diventerebbe un merito. Ma attraverso la confessione si convince il nostro cuore a ricevere per grazia.

Molte persone non hanno fatto niente per Dio, vengono in Chiesa e la prima volta sono guariti, che cos’è, se non la grazia?

Il mondo ha diritto di vedere che i figli di Dio, non vanno con i loro sforzi ma con la grazia. Tutte le religioni umane presentano sforzi, la grazia presenta solo l’amore infinito di Dio.

Chi comprende il vero significato della grazia, si rende immediatamente conto del grande amore di Dio.

La pace: altro elemento fondamentale indispensabile per camminare per fede.

Quando Paolo dice: giustificati per fede abbiamo pace con Dio, vuol dire che abbiamo comunione, non ci sentiamo cacciati, ci sentiamo accolti, capiti, aiutati.

 

Quale vangelo?

Galati 1

Introduzione: L’epistola di Paolo ai Galati è importante per la dottrina della salvezza per grazia, questa lettera nasce dal profondo amore che l’Apostolo ha per tutte le Chiese della Galazia, e l’amore lo porta a suonare il campanello d’allarme in modo che chiunque si possa salvare si salvi.

Già in quel tempo il diavolo cercava di portare lontano dalla verità chi c’era già. Non può farlo certamente a chi ha conosciuto l’amore di Dio e la sua esistenza, dirgli che Dio non c’è, perché non ci crederebbe e allora fa tutti i tentavi affinchè il veleno che ti dà, riesce ad inghiottirlo lasciandoti la bocca dolce.

A.   Gesù ha dato se stesso per caricarsi dei nostri peccati allo scopo di sottrarci dalla presente malvagia età.

Il peccato è quello che tiene l’uomo legato alla malvagità e segue il destino dell’umanità che rifiuta di ascoltare Dio. Le catene della schiavitù non potranno essere spezzate se non viene sollevato dalla condanna a morte e se non riceve la grazia da parte di Dio. Il peccato è la causa di tutti i mali dell’uomo: inimicizia con Dio e con la verità, con tutti coloro che camminano in verità, collaborazione con tutto ciò che è male, essere oppressi dalla povertà, dalla malattia e dalle maledizioni. Il peccato è la firma del testimone che ti inchioda nella prigione spirituale e che non ti fa realizzare ne la verità e ne l’amore di Dio.

L’apostolo Paolo dice che:

Col. 2:13 E con lui Dio ha vivificato voi, che eravate morti nei peccati e nell'incirconcisione della carne, perdonandovi tutti i peccati.

14 Egli ha annientato il documento fatto di ordinamenti, che era contro di noi e che ci era nemico, e l'ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce;

La prigionia era morte per noi, la legge le dava forza e Gesù l’ha strappata. E’ come se avesse annullato il codice dove sono previste le pene per chi commette le infrazioni.

La malattia è una conseguenza del peccato, infatti Gesù disse al paralitico che calavano dal tetto:

Uomo ti siano rimessi i tuoi peccati e poi ancora che cos’è più agevole dire ti siano rimessi i tuoi peccati oppure alzati e cammina?

Isaia dice: Egli ha preso le nostre malattie e per le sue lividure noi siamo stati guariti.

Quello che abbiamo ricevuto attraverso Gesù è la volontà del Padre. Gesù ha fatto la volontà del Padre in ogni cosa.

Dopo una breve premessa importantissima sul concetto della grazia, Paolo espone direttamente il problema ai Galati dicendo che avevano creduto ad un altro vangelo.

B) Quanti vangeli?

Vangelo vuol dire: buone notizie, ma per essere buone debbono essere anche vere perché altrimenti sono soltanto illusioni. Gesù aveva insegnato i suoi discepoli dicendo che ci sarebbe stata una forte opposizione alla verità. Noi sappiamo che l’opposizione c’è stata davvero e che hanno cercato di buttare fango su quello che Gesù diceva, però questo non ha portato nessun frutto.

Il vangelo è dimostrazione della bontà divina;

" " " " misericordia divina;

" " " " azione coerente da parte di Dio per il bene dell’uomo;

Tutti quei vangeli che negano che Gesù ha fatto un opera completa sulla croce, forse non con le parole ma con i fatti, quello è una contraffazione del vangelo e quindi menzogna.

Questo vangelo è come il vino con l’acqua.

Quando dicono che Gesù ha compiuto tutto ma che noi per essere salvati dobbiamo fare questo, quest’altro e quest’altro ancora, stanno negando con i fatti. I sacramenti che la Chiesa storica ha indicato alla gente sono mezzi umani per arrivare a Dio, per appropriarsi della salvezza, senza adempiere i sacramenti tu non potrai essere salvato.

Alcuni insegnano che se non si è battezzati in acqua non si potrà accedere al Paradiso, questo è come voler dire che il battesimo è un modo come Dio ci può salvare, non è per niente così, il battesimo non salva, è l’opera di Gesù che l’ha fatto. Altri insegnano che dopo che hai confessato i tuoi peccati dovrai scontarne la pena qui sulla terra attraverso la recita di preghiere e poi per un certo numero di anni dovrai stare nel purgatorio dove si soffre prima di accedere al Paradiso.

La Parola di Dio dice in:

Isaia 1:18 Venite quindi e discutiamo assieme, dice l'Eterno, anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve; anche se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana.

Ebrei 10:17 aggiunge: "E non mi ricorderò piú dei loro peccati e delle loro iniquità".

Quando dicono che Dio perdona, ma .....

Questo non è il vangelo di Gesù, questo è il vangelo di satana, la menzogna che il diavolo ha fatto credere per 20 secoli e che se non ci diamo una mossa facendoci aiutare dal Signore, continuerà a far credere fino al ritorno di Gesù.

Il Signore ci ha detto che dobbiamo benedire coloro che ci maledicono e amare quelli che ci odiano, ma la Parola sua ci dice che possiamo maledire perfino gli angeli se portano un vangelo diverso che non mi fa vedere Dio come Padre perdonatore, misericordioso, che prepara cose, sempre per venirci incontro e che soprattutto non si contraddice.

 

 

Piacere a Dio

Gal.1:10-12

Introduzione: Ci sono due vie che ogni persona può seguire - piacere a Dio o agli uomini. Quella di piacere a Dio è la più giusta ma nello stesso tempo la più difficile, l'altra è più sbrigativa, più facile ma non porta alla presenza di Dio e a fare la sua volontà.

Gesù venne sulla terra con il proposito di fare la volontà del Padre, ciò cozzava spesso con i desideri degli uomini. Tutti vorremmo avere Dio nella nostra vita ma non per fare in noi e attraverso noi ciò che gli piace ma quello ci piace.

All'uomo piace:

Essere accettato dagli altri e quindi essere apprezzato, amato, onorato, salutato;

 

Gesù non fu accettato nemmeno dai suoi fratelli, dai suoi conoscenti, dai sacerdoti e dagli scribi, insomma non fu accettato dalle persone più care e da quelle che sono in autorità.

Giovanni 7:5 Neppure i suoi fratelli infatti credevano in lui.

Matteo 12:38 Allora alcuni scribi e farisei, lo interrogarono, dicendo: "Maestro, noi vorremmo vedere da te qualche segno".

Matteo 19:3 Allora gli si accostarono alcuni farisei per tentarlo, e gli dissero: "è lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?".

Matteo 9:11 Ma egli disse loro: "Non tutti sono capaci di accettare questo parlare, ma è per coloro ai quali è stato dato.

Gesù era un vero uomo ed anche a Lui sarebbe piaciuto essere riconosciuto per quello che era, sarebbe stato tutto più semplice purtroppo non è stato così e non lo sarà nemmeno per noi. Giovanni dice: che quelli che Lo hanno ricevuto Egli ha dato il diritto di essere chiamati figli di Dio. Coloro che ci riceveranno per quelli che siamo, non si perderanno il loro premio.

 

Essere creduto e ubbidito;

 

Giovanni 12:37 Sebbene avesse fatto tanti segni davanti a loro, non credevano in lui.

Anche a Gesù avrebbe fatto piacere se tutti lo avessero creduto perché sarebbero stati tutti beati. Il diavolo, purtroppo, ha seminato nella mente tanti di quei pregiudizi che la gente, senza accorgersene rifiuta la verità per credere nelle menzogne. Solo l'amore di Dio potrà far cadere le scaglie che ottenebrano la vista. Il messaggio della salvezza è sconvolgente perché l'uomo non riesce ad accettare che ci può essere qualcuno che dà gratuitamente e solo per amore, specialmente se non è un parente o un conoscente, dalle esperienze che ognuno, d'altronde, ha fatto ha potuto scoprire che nessuno fa qualcosa se non ne riceve una ricompensa.

 

Essere ricompensato subito dagli altri;

 

Gesù a proposito della preghiera disse: Matteo 6:16 Ora, quando digiunate, non siate mesti d'aspetto come gli ipocriti; perché essi si sfigurano la faccia per mostrare agli uomini che digiunano, in verità vi dico che essi hanno già ricevuto il loro premio.

Il re Saul era diverso di Davide perché tra di loro c'era una cosa che non avevano per niente in comune: il primo ci teneva molto al giudizio degli altri, Davide no.

Infatti Saul per accontentare i soldati permise di dividersi il bottino della vittoria, disubbidendo agli ordini che Dio aveva dato loro e cioè di distruggere ogni cosa, quando fu ripreso da Samuele non gl'importò tanto l'essere rigettato da Dio, piuttosto che lo onorasse come re davanti agli altri.

Davide invece davanti all'arca si spogliò e danzò nel cospetto del Signore, ne subì le critiche della moglie (figlia di Saul, in qualche modo come suo padre).

Gli uomini non hanno la fede in Dio e per questo ragionano in questo modo, perché non vogliono perdersi la ricompensa dei potenti, perché non sanno che Dio è l'Onnipotente e se abbiamo il suo favore non c'è potenza che si possa interporre davanti ed ostacolarla.

Se Paolo avesse cercato di piacere agli uomini (potenti) non sarebbe mai diventato servo di Cristo, già serviva i potenti e ne riceveva la ricompensa, ma il suo cuore però era per Dio, per la giustizia e il Signore gli ha cambiato la mente e gli ha mostrato personalmente la verità.

Un'altra cosa che ha determinato il successo della sua vita cristiana è stata quella di aver ricevuto la rivelazione personale del vangelo da parte di Dio stesso. Ogni uomo deve fare le proprie esperienze con il Signore e questo potrà rendere la nostra vita molto forte. Quando quello che il Signore ci dice non passa dal dimenticatoio ma nel libro o nella lavagna delle cose da fare, le cose cambieranno e tutti potranno dire come quelle persone chiamate dalla samaritana per ascoltare Gesù : Giov. 4: 39 Ora, molti Samaritani di quella città credettero in lui, a motivo della parola che la donna aveva attestato: "Egli mi ha detto tutte le cose che io ho fatto".

40 Quando poi i Samaritani vennero da lui, lo pregarono di restare con loro; ed egli vi rimase due giorni.

41 E molti di piú credettero a motivo della sua parola.

42 Ed essi dicevano alla donna: "Non è piú a motivo delle tue parole che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che costui è veramente il Cristo, il Salvatore del mondo".

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La libertà in Cristo

Introduzione: L'apostolo Paolo aveva sperimentato, la schiavitù religiosa e quella del peccato e poi la libertà del Signore, e chiunque la prova diventa un'altra persona e cerca di tenersela a denti stretti.

Che cosa non è la libertà in Cristo

Non è peccare; Romani 5:20 Or la legge intervenne affinché la trasgressione abbondasse; ma dove il peccato è abbondato, la grazia è sovrabbondata,

 

21 affinché come il peccato ha regnato nella morte, cosí anche la grazia regni per la giustizia a vita eterna per mezzo di Gesú Cristo, nostro Signore.

6:1 Che diremo dunque? Rimarremo nel peccato, affinché abbondi la grazia?

2.   Niente affatto! Noi che siamo morti al peccato, come vivremo ancora in esso?

Non è guardare quello che fanno gli altri;

 

Il Signore ci ha salvati per darci l'opportunità di compiere le opere che Egli ha preparato Efes. 2:10 Noi infatti siamo opera sua, creati in Cristo Gesú per le buone opere che Dio ha precedentemente preparato, perché le compiamo.

Ogni persona nata di nuovo deve poter compiere le opere che Dio ha preparato, perché noi non siamo stati salvati per le opere nostre ma per quelle di Gesù ed anche grazie a qualcuno che ha compiuto le opere preparate da Dio.

Le buone opere non salvano noi ma possono salvare qualche altro, dico questo non per diminuire il sacrificio di Gesù, ma perché le persone possono essere salvate grazie alla predicazione e alle testimonianze della nostra fede.

Le buone opere quindi non sono per Dio ma per il nostro prossimo che Dio ama.

La tentazione di guardare quello che fanno gli altri è forte, ma se ci soffermiamo solo per imparare è meglio.

 

Non è giudicare ed accusare i prigionieri;

 

I prigionieri sono coloro che non conoscono la libertà, che non sanno il valore della libertà, camminano a testa bassa, subiscono, e non reagiscono e si fanno privare del diritto di vivere la loro vita.

Gesù vide le persone che non avevano una guida, un punto di riferimento, un modello, un insegnamento ed erano vittima di tante cose, ne ebbe compassione perché gli sembrarono come tante pecore senza pastore. Erano prigionieri dell'ignoranza, della solitudine, dello smarrimento. Il sentimento di Gesù non è stato di giudizio ma di compassione. Egli stesso dice che l'unzione è su Lui per mettere in libertà i prigionieri, altro che giudicarli.

 

Non è fare tutto quello che passa per la testa;

 

L'apostolo Paolo sapeva che gli idoli non sono nulla, immaginazione umana, espressione della fantasia per potersi dare delle risposte o delle speranze, sapeva che avrebbe potuto mangiare le cose sacrificate che avrebbe potuto fare ciò che avrebbe voluto senza averne alcun male, perché il bene o il danno consiste soltanto nella fede che si ripone a quelle cose. Mi possono dare una bevanda stregata, io so che non mi può fare niente perché benedico anche l'acqua che mi bevo, però se qualcuno mi avverte e mi dice che è stregata e che mi può far male ed ancora non capisce tante cose, io non lo scandalizzo, non la bevo, ma non per me stesso ma per il debole. L'apostolo dice che non dobbiamo dare occasione della libertà che abbiamo per peccare. Ricordiamoci che scandalizzare un minimo vuol dire fare un grande danno, spesso irreversibile. Far perdere la fede ad un bambino significa aver ucciso la sua anima.

Che cos'è la libertà

Essere libero del peccato

Essere libero della morte

Essere libero della condanna

Essere libero di amare

Essere libero di vincere la tentazione

Essere libero di ubbidire e sottomesso

Il diavolo ha sempre cercato di derubare il credente della sua libertà, ha cercato d'ingannarlo in tutti i modi e qualche volta ci riesce perché glielo permettiamo. La Chiesa della Galazia era una bella Chiesa, partita bene per lo spirito, il diavolo usa i falsi fratelli.

Chi sono i falsi fratelli? Tutti coloro che hanno cambiato religione ma che non hanno sperimentato la nuova nascita, come dire che il falso vino è quello che non è stato prodotto dall'uva. Le false banconote sono quelle che non sono stampate dalla Zecca. Spiano per giudicare, condannare e sviare. Queste persone anche se sembrano delle brave persone, se non sono nate di nuovo hanno sempre un altro spirito. Il Signore ci ha fatti liberi e noi dobbiamo custodire questa libertà gelosamente.

1Cor.7:21 Ciascuno rimanga nella condizione nella quale è stato chiamato.

21 Sei tu stato chiamato quando eri schiavo? Non ti affliggere; se però puoi divenire libero, è meglio che lo fai.

 

 

Crocifisso con Cristo

Galati 2:

Introduzione: Gesù un giorno disse ai suoi discepoli: <<se il seme non muore non potrà portare molto frutto>>. La crocifissione ci parla di morte della carne, delle sue passioni, dei suoi desideri, dell'orgoglio personale e di vivere una vita nascosta agli occhi degli altri.

Abbiamo visto che Paolo ricercava l'approvazione in primo luogo divina e poi quella delle autorità terrene. Questo tipo di azione è la più difficile ma giusta, è la meno popolare ma benedetta da Dio. Pietro si è trovato in una condizione di debolezza quando ha cercato l'approvazione delle persone che venivano dalla Chiesa di Giacomo, questi ultimi erano ebrei circoncisi convertiti a Cristo, in qualche modo erano convinti che era l'osservanza della legge che aveva permesso a Cristo di salvarli, pertanto in questa situazione si trovavano, senza volerlo, fuori strada perché non sapevano che la legge non salva e nemmeno può portare salvezza. Il comportamento di Pietro è errato perché egli conosce la verità e sa che la circoncisione non è nulla, infatti prima che venissero i cristiani circoncisi egli mangiava con i gentili ma appena arrivarono si separò per vivere alla giudaica.

Questa situazione può sembrare una sciocchezza ma crea delle perplessità in coloro che sono coscienti della grazia. Io sono convinto che Paolo, ai Galati non avrebbe raccontato questa debolezza di Pietro se loro non si fossero lasciati ingannare dallo spirito della religiosità ebraica e quasi sicuramente questo spirito speculava proprio sul comportamento sbagliato di Pietro facendoglielo vedere come un esempio corretto.

Paolo aveva un grande rispetto per Pietro, conosceva ed apprezzava il suo amore per Cristo e la sua fede ma ha dovuto demolire qualcosa che era sbagliata.

Il rispetto, l'onore, la dignità rimane ma l'associazione a comportamenti errati vuol dire partecipare agli errori degli altri, nel momento che accade qualcosa di questo genere bisogna avere il coraggio di dire: << mi dispiace, io mi dissocio, >> fosse anche tuo padre, la persona che sulla terra stimi di più.

Per poter fare quello che Paolo ha fatto dobbiamo vedere cosa credeva, come lo faceva e quale rivelazione aveva nel suo spirito, la risposta a tutto ciò la troviamo nel verso 20 del capitolo 2.

Galati 2:20 Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono piú io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e quella vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me.

La prima parte del verso ci mostra che lui è cosciente di essere una persona fisica morta è sepolta,

non si veste più per se stesso, ma veste il corpo che ora è di Gesù, quindi egli sa di non aver diritto di indossare ciò che gli piace ma quello che piace al Signore;

Non mangia più per nutrire il suo corpo ma quello di Cristo;

Non segue più il suo istinto o il suo cuore ma la voce di Dio;

Le parole che dice non sono le parole che vorrebbe dire ma quelle che vuol dire Gesù;

Non si ferma più dove vorrebbe fermarsi ma….

Io so che è una meta molto alta, Paolo l'aveva raggiunta, sicuramente non da solo ma con la certezza del grande amore di Dio. Egli aveva compreso che Cristo era morto per lui, aveva preso il suo posto e ne era così grato e si sentiva così amato che ha deciso di vivere per Lui interamente. Tutto questo lo possiamo rilevare nella seconda parte del verso 20.

Cosa possiamo fare oggi noi e cosa centra questo con la nostra vita, niente se vogliamo seguire i nostri progetti, i nostri desideri ecc.

Seguirlo se vogliamo ubbidire al Signore, ricevere la Parola con mansuetudine, farsi piegare e trasformare dalla Parola, crocifiggere la carne, neutralizzare ogni suo istinto, perché siamo stati fatti una nuova creatura per seguire volontariamente la volontà del Creatore.

Questo tipo di decisione permetterà allo Spirito Santo di poterci avere in maniera totale. Le grandi cose, infatti, Dio le potrà fare non con le persone che hanno lo Spirito Santo ma con quelle che lo Spirito Santo ha. Alle quali in ogni momento può parlare, e loro sono disposti a rinunciare di fare ciò che stanno facendo, sono disposti ad alzarsi dal letto, a non andare a letto, ad andare dove non vorrebbero.

Quando il Signore parlò a Pietro per riabilitarlo gli disse che quando sarebbe diventato vecchio, un altro lo avrebbe cinto e lo avrebbe condotto dove non sarebbe voluto andare.

Atti 5:15

Io sono convinto che quando i malati guarivano alla sola ombra di Pietro era perché lo Spirito lo aveva già e lo conduceva dove Egli desiderasse.

Atti 19:11

 

La predicazione della fede

Galati 3

Introduzione: A Dio è piaciuto salvare attraverso la predicazione della verità, ancora oggi Dio salva per questo. Quello che dobbiamo studiarci è predicarla, annunziarla e dimostrare di credere a ciò che predichiamo. Gli apostoli predicavano sempre al rischio della propria vita.

Quale verità?

Cristo è la verità e nient'altro perché è la conseguenza della fedeltà di Dio della promessa fatta ad Adamo dopo la caduta. <<Non ti preoccupare se sei scivolato nell'inganno del diavolo io ti trarrò fuori, io ho preparato un piano per salvarti attraverso la giustizia e il rispetto di ciò che è stato promesso e detto>>.

Ad Abramo ha fatto la promessa di una progenie numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia del mare, e noi sappiamo che questa progenie non è il popolo ebraico, perché si può contare, in quanto non è molto numeroso ma alla discendenza vera che è in Cristo nella quale ci sono tutti i cristiani, noi compresi.

La verità di Dio è antica e moderna nello stesso tempo, perché incorruttibile, infatti non risente la vecchiaia come le cose.

La predicazione di questa verità che è Cristo porta alla salvezza, alla pienezza dello Spirito Santo, porta ai miracoli. Se abbandoniamo la verità ci ritroveremo senza fede, senza lo Spirito Santo e senza opere potenti.

I Galati si erano lasciati ingannare e stavano andando a perdere i frutti della potenza e fedeltà divina, non erano più tanto attenti alla Parola di Dio, quanto alle opere della legge, non erano più tanto attenti a quello che Dio aveva già fatto per loro, quanto a ciò che dovevano fare per Lui.

E' importante che fissiamo gli occhi su Cristo per credere che ha fatto abbastanza per ognuno di noi in modo che potessimo ereditare le promesse di Abramo, proprio perché siamo in Cristo la sua discendenza.

La Chiesa oggi deve proclamare solennemente la verità, perché lo è, e quali effetti porta nella vita di chi la riceve.

Paolo disse ai Galati che avevano ricevuto lo Spirito per la predicazione della fede, cioè: la verità sostenuta da DIO.

Se vogliamo che Dio sia coinvolto in modo soprannaturale in quello che facciamo dobbiamo credere nella verità e predicarla.

In questo capitolo abbiamo una grande verità da credere, da vivere e da predicare, quella racchiusa nei versi 13 e 14.

1) Cristo ci ha riscattato dalla maledizione della legge.

La legge, come ogni legge, per essere rispettata deve portare con se la punizione di chi non la rispetta, altrimenti non è più legge.

Chi vive per la legge ne paga lo scotto, si perché ci sono persone che la legge non l'osservano perché sono sotto la grazia ma vogliono, però, che gli altri la rispettino, sperano che Dio dia effetto alle sanzioni in modo che vengano distrutti, però poi vogliono per loro stessi la grazia.

Quando il Signore disse: <<chi di spada ferisce, di spada perisce>>, se tu reclami la legge sugli altri lo sarà anche su di te.

La Parola da credere invece è che Cristo ci ha riscattato dalla maledizione della legge, vuol dire che eravamo resi vittima dalla maledizione ed ancora lo si è, se non si crede in ciò che ha fatto Gesù per noi.

Egli è divenuto maledizione per noi affinchè ereditassimo le benedizioni di Abramo mediante la fede.

Oggi il Signore è visto come un poliziotto con il bollettario e la penna in mano pronto a fare la multa per ogni infrazione commessa, la Parola ci dipinge il Signore come Colui che ha pagato la multa di tutte le nostre infrazioni, perché noi potessimo ottenere dal Padre le promesse.

Siamo disposti a predicare la fede?

Siamo disposti a predicare Cristo, la verità?

Allora veramente possiamo ricevere le benedizioni della legge, perché è stata già adempiuta.

C'è un altro modo come la maledezione può avere ancora effetto nella nostra vita e cioè:

quando un patto viene fatto e si rompe, si entra di conseguenza nella maledizione.

1.    Giosuè aveva fatto un patto con i Gabaoniti Giosuè 9: 15 Così Giosuè fece pace con loro e stipulò con loro il patto di lasciarli in vita; e i capi dell'assemblea si obbligarono verso di loro con giuramento.

2.    Saul spezza il patto

3.    Davide spezza la maledizione: 2Sa 21:1-8

4.    Il prezzo da pagare consiste nel sacrificare 7 uuomi innocenti, figura del Figlio dell'uomo senza peccato e Figlio di DIO con i sette spiriti di Dio, cioò che è importante consiste nel pentimento, nel ricevere il perdono e nel mantenere i patti.

 

Galati 7° parte (Il patto)

Il patto non può essere ne annullato e ne modificato

Galati 3:15

 

Introduzione: Oggi non abbiamo tanto la cognizione di cosa realmente potesse significare patto, ma se osserviamo alcune tribù, dove la civiltà fa fatica ad entrare avremo certamente più chiaro il significato spirituale del patto visto che la Bibbia non è altro che patto, anzi ne abbiamo due di patti.

 

Significato: "taglio" = rompere la carne per fare uscire il sangue. Il patto lo era veramente se veniva tagliata la carne, mescolato il sangue delle due parti e poi bevuto assieme con il vino. Le due ferite dopo lasciavano la cicatrice in modo che restasse sempre nei loro occhi il patto.

 

Quando veniva fatto: Veniva effettuato per richiesta di uno dei due ed accettato dall'altro, era generalmente il più debole che lo richiedeva per essere protetto dal più forte, era evidente che anche quest'ultimo avrebbe tratto vantaggio dal primo.

 

Cosa produceva: Il patto faceva si che i due diventassero fratelli di sangue, e nessuno avrebbe potuto violare l'impegno preso, inoltre in caso di bisogno l'uno doveva poter contare su tutto ciò che l'altro aveva e viceversa.

 

Il patto era accompagnato dalle maledizioni: Subito dopo il patto, venivano proclamate le maledizioni, in caso che uno dei due si tirasse indietro.

 

Il patto aveva durata fino ad almeno altre 4 generazioni: venivano piantati alberi oppure edificato un monumentino di pietra perché se ne conservasse il ricordo e si mantenesse vivo l'impegno.

Dio ha fatto un patto con Abramo che avrebbe avuto effetto fino alla progenie di Cristo e così è stato, Genesi 17. Il patto è stato riconosciuto da Isacco e poi ancora da Giacobbe e perpetuato fino ad oggi. La circoncisione era il taglio da parte dell'uomo e così ogni volta che dovevano soddisfare i bisogni corporali si dovevano ricordare dell'impegno che avevano preso con Dio e che Dio aveva preso con loro.

Dalla storia d'Israele sappiamo però che questo patto è stato rotto diverse volte, per cui Dio ha dettato la legge perché non fosse infranto, ma proprio questo fece capire loro che nessuno avrebbe potuto mantenere l'impegno al 100%, e proprio per ciò ha mandato Gesù perché lo adempisse in maniera completa.

Matteo 5:17 "Non pensate che io sia venuto ad abrogare la legge o i profeti; io non sono venuto per abrogare, ma per portare a compimento.

Quando Gesù sulla croce emesse un gran grido, la terra tremò, il velo del tempio si squarciò dall'alto in basso, i sepolcri si aprirono, perché ?

Perché il patto di Abramo era stato rispettato, il giusto riscattava gli ingiusti e la conseguenza del patto e cioè tutte le benedizioni ora finalmente toccavano a tutti i discendenti della progenie.

Gesù qualche giorno prima aveva dichiarato completo il primo ed iniziato uno nuovo:

Luca 22:20 Cosí pure, dopo aver cenato, prese il calice dicendo: "Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, che è sparso per voi.

 

Ebrei 8:13 Dicendo "un nuovo patto" egli ha reso antico il primo, or quello che diventa antico ed invecchia, è vicino ad essere annullato.

 

Oggi nei cieli c'è il sangue del patto che rappresenta quello di Dio e quello dell'uomo, perché Gesù è chiamato il Figlio di Dio soprattutto nel vangelo di Giovanni, nel vangelo di Luca è chiamato figlio dell'uomo, proprio perchè doveva rappresentare con il suo sangue e l'uno e l'altro.

Ebrei 8:6 Ma ora Cristo ha ottenuto un ministero tanto piú eccellente in quanto egli è mediatore di un patto migliore, fondato su migliori promesse,

 

conclusione

 

Dio non viene meno alle promesse fatte perché è fedele, ma indipendentemente della sua fedeltà, ha fatto un patto di sangue che non può essere annullato o modificato. Tutto ciò che Gesù come uomo ha fatto è valso agli occhi di Dio come per conto dell'umanità e tutto ciò che ha fatto come Dio ha valore per l'umanità.

Si è caricato delle nostre iniquità perché noi avessimo pace;

Si è caricato delle nostre malattie perché noi avessimo guarigione;

Si è caricato delle nostre maledizione perché ricevessimo benedizioni.

 

Dio è l'Iddio del patto non dimentichiamoci di questa cosa seria.

 

La fede e la legge

Galati 3:23-

 

Introduzione: Fede e legge sono le due vie attraverso le quali ci si può avvicinare a Dio, in teoria tutte e due sono buone, tuttavia in pratica solo una è realizzabile per tutti gli uomini, e cioè quella della fede, l'altra funziona solo per Gesù perchè Egli soltanto ha potuto adempiere la legge per acquistare i meriti per noi. Grazie a Dio per la fede, perchè attraverso di essa, ora siamo tutti su un'altra nave che ci ha recuperato quali naufraghi della legge, in quanto faceva acqua dappertutto ed è andata a picco. La nave sulla quale siamo adesso si chiama Cristo.

 

La fede in Cristo

a.    Matteo 8:5-13 Il centurione romano

Alle parole di Gesù: <<Io verrò e lo guarirò>> il centurione disse di non essere degno che Gesù venisse in casa sua, infatti egli sapeva bene che i circoncisi non potevano entrare nelle case dei gentili, sapeva di non avere nessun diritto, nessun merito, niente, si poteva appoggiare soltanto al fatto che Gesù era sulla terra una persona di autorità da parte di Dio, forse non sapeva che fosse il Messia, l'unigenito Figlio di Dio, ma di una cosa era certo, che era là con tutta la sua bontà, potenza ed autorità ed era l'unico che avrebbe potuto guarirgli il servo che amava e che non voleva soffrisse.

Questo tipo di fede ha preso qualcosa che nessun uomo di legge avrebbe potuto prendere.

Gesù alla fine disse: <<Va e ti sia fatto come hai creduto>>. Niente meriti, niente circoncisione, niente sacrifici, solo fiducia in Gesù perché è Colui che ha l'autorità di Dio.

 

b.    Matteo 9:20-21 La donna del flusso di sangue

Questa donna per la legge non poteva accostarsi a nessuno, perché per la sua malattia era considerata impura, ma va oltre alle regole, sa di essere davanti a Colui che può aiutarla, è in suo potere la guarigione e che la farà perché percepisce il senso dell'amore di Dio.

Gesù le dice: <<Fatti animo figliola, la tua fede ti ha guarito>>.

Anche questa volta la fede ha sconfinato le regole, i meriti

 

c.     Matteo 9:27 I due ciechi guariti

Costoro lo seguirono invocando la sua pietà, non invocarono ne la legge e nemmeno si commiserarono, hanno avuto solo fiducia in Gesù che poteva guarirli, infatti lo hanno seguito gridando e invocandolo. Sapevano certamente che Gesù poteva restituirgli la vista, ci credevano e infatti non lo hanno mollato fin quando Gesù disse loro: "Vi sia fatto secondo la vostra fede".

 

 

d.    Matteo 15:28 La donna cananea

Nel verso 29 Gesù disse anche a questa donna che aveva la figlia terribilmente tormentata da un demone, "O donna, grande è la tua fede! Ti sia fatto come tu vuoi". Anche questa volta non c'è legge, non ci sono meriti, questa donna accetta perfino di farsi paragonare ai cagnolini ai quali non spetta il pane dei figlioli, ma lei è sicura che la persona che è davanti a lei, la può saziare anche con le sole molliche.

 

Fede in Cristo - Figli di Dio

 

L'apostolo Giovanni dice che a chiunque l'ha ricevuto (Gesù come Signore) Gesù gli dà la legittimazione a figli, possiamo quindi chiamare Dio Abba Padre Galati 4:6.

 

Il Figlio differisce dal servo, egli è anche padrone delle ricchezze del Padre perché Galati 4:7 dice che i figli sono eredi di Dio in Cristo. Un figlio non deve elemosinare, ne deve dubitare, deve solo rendersi conto di ciò che il Padre ha e poi chiedere.

La fede in Cristo senza alcun dubbio, prende sempre. Non è quante volte preghiamo Dio e per quanto tempo lo preghiamo, ma per come abbiamo fede in Lui.

Fede determinata, fede senza ombre, fede che piace a Dio.

 

La fede in Cristo - rivestimento di Gesù

Ogni persona che crede in Cristo, ubbidisce al comando di battezzarsi affinchè sia rivestito di Lui ed essere tutti in uno. Essere rivestiti di Gesù significa, che il nostro carattere non si deve più vedere, ma piuttosto quello di Gesù, le nostre parole non si debbono più sentire, ma quelle di Gesù, Cristo è il mio rivestimento, il tuo, il suo, il nostro, Tutti in Lui, Lui in tutti.

 

 

L’AUTORITA’ DEL CREDENTE SUL DIAVOLO

Marco 16:15-20 dice: "Poi disse loro: <<Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo a ogni creatura; chi ha creduto ed è stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto, sarà condannato. E questi sono i segni che accompagneranno quelli che hanno creduto: nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno nuove lingue,prenderanno in mano dei serpenti, anche se berranno qualcosa di mortifero, non farà loro alcun male; imporranno le mani agli infermi, e questi guariranno>>. Il Signore Gesù dunque, dopo aver loro parlato, fu portato in cielo e si assise alla destra di Dio. Essi poi se ne andarono a predicare dappertutto mentre il Signore operava con loro e confermava la parola con i segni che l’accompagnavano. Amen."

Il primo segno che accompagna coloro che hanno creduto in Gesù è quello di cacciare i demoni nel Suo nome. Ogni credente, sia se battezzato nello Spirito che non, ha il compito e l’autorità di cacciare i demoni. Questo segno, Gesù ha detto, accompagnerà tutti quelli che credono nel suo nome. Cacciare demoni non voul dire "dare la caccia ai demoni" così come si suole cacciare gli animali; ma vuol dire esercitare l’autorità che Dio ci ha dato, adempiendo, così, la sua volontà. I demoni tengono legate le persone attraverso malattie, infermità, oppressione, paura e molte altre cose ed è per questo che la chiesa ha il compito di "mettere allo scoperto" l’opera di satana e distruggerla. Per cacciare i demoni, cioè per esercitare l’autorità che Dio ci ha dato occorre essere non solo credenti, ma adoratori. Amare Dio, lodare Dio, adorare Dio e manifestare il suo grande amore è ciò che la chiesa è chiamata a fare; ma quando facciamo questo, il diavolo si infastidisce ed inizia a seminare dubbi, paure, incertezze, sospetti per distruggere ed impedire che la volontà di Dio si adempia; ed è proprio per questa ragione che ogni credente deve cacciarlo ogni qual volta si presenta.

Ma perché cacciare i demoni?

1.    - Perché l’ha detto Gesù ed è un comandamento che ci ha lasciato.

2.    - Perché il diavolo non essendo pentito di ciò che ha fatto cerca, insieme ai suoi angeli, di distruggere ogni persona.

In 1Pi 5:8 l’apostolo Pietro ci esorta a stare sobri e veglianti perché il nostro avversario, il diavolo, ci è attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare e se potesse sedurrebbe anche gli eletti di Dio. Ci sta attorno aspettando il momento in cui sbagliamo per accusarci, ferirci e farci perdere la comunione con Dio; ed è per questo che noi dobbiamo cacciarlo ogni qual volta ci si presenta.

3.    - Perché è un seminatore di discordia e di divisione; cerca di isolarci, allontanandoci l’un l’altro, e di farci distogliere lo sguardo su Gesù, la sua parola e la sua chiesa per distruggerci.      In Atti 13:10 l’apostolo Paolo sgrida Elimas, un mago del tempo, dicendogli: "O uomo pieno di ogni frode e di ogni malizia, figlio del diavolo, nemico di ogni              giustizia, non la smetterai tu di pervertire le diritte vie del Signore? Ecco, sarai cieco per un tempo.", proprio perché il demone che operava in lui cercava di allontanare dalla verità l’uomo a cui Paolo stava annunziando la buona novella.

4.    Perché è colui che porta le malattie, l’oppressione, la depressione.

 

Per avanzare nel regno di Dio e per compiere questa missione occorrono 4 condizioni :

1° - Avere fede in Dio, cioè credere, all’autorità ed alla potenza che Gesù ci ha dato per cacciare il diavolo.

In Ef 1:19-23 leggiamo "...e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi che crediamo secondo l’efficacia della sua potenza, che egli ha messo in atto in Cristo resuscitandolo dai morti e facendolo sedere alla

sua destra nei luoghi celesti, al di sopra di ogni principato, potenza, signoria e di ogni nome che si nomina in questa età, ma anche in quella futura, ponendo ogni cosa sotto i suoi piedi, e lo ha dato per capo sopra ogni cosa alla chiesa, che è il suo corpo, il compimento di colui che compie ogni cosa in tutti."; ed in Atti 3:16 leggiamo " E per la fede nel nome di Gesù ...". E’ fondamentale, quindi, avere fede nel nome di Gesù.

2°- Essere coraggiosi ed il coraggio è una conseguenza della fede.

Giosué fino a quando Mosé era in vita era un uomo pieno di coraggio e vigore, ma alla morte di Mosé l’Eterno dovette ricordargli di essere forte e coraggioso. Il coraggio non deve mai allontanarsi dalla nostra vita perché il coraggio è nella certezza che il Signore non ci lascia e non ci abbandona mai. Apocalisse 21:8 infatti dice che: " Ma per i codardi ... .... .... la loro parte sarà nello stagno ... ... ...".

3°- Essere umili, cioè riconoscere che non è nostra abilità ma che è opera di Dio.

4°- Dipendenti del Re e delle autorità delegate.

Se vogliamo cacciare il diavolo e se vogliamo che il diavolo sia sottomesso, anche noi dobbiamo essere sottomessi così come Gesù è stato sottomesso al Padre.

Il compito di ogni credente, però, non è quello dell’acchiappa fantasmi, ma di manifestare l’amore di Dio ed adempiere ciò che Egli ci ha chiamato a compiere. Facendo ciò, però, il diavolo si presenterà per distruggere e bloccare la nostra attività ed è proprio allora che noi eserciteremo l’autorità che Dio ci ha dato cacciandolo, cioè, ogni qual volta egli ci si presenta.