4 giugno 2000
Giov.8:34 Gesú rispose
loro: «In verità, in verità vi dico: Chi fa il peccato
è schiavo del peccato.
35
Or lo schiavo non rimane sempre nella casa; il figlio invece vi rimane
per sempre.
36
Se
dunque il Figlio vi farà liberi sarete veramente liberi».
Il
desiderio di Dio è quello di godere la comunione con i suoi figli, acquistati a
prezzo di sangue. Egli vuole che stiano sempre nella sua dimora.
Ciò che ci
allontana dalla presenza di Dio e dalla comunione con
Lui è il peccato. Il peccato ci rende schiavi, ma Dio
ha provveduto il modo di avvicinarci a Lui:
1) Attraverso la sua Parola;
2) Attraverso lo Spirito Santo che ci
guida in essa;
Giov.16:13 Ma quando verrà lui, lo Spirito di verità,
egli vi guiderà in ogni verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutte
le cose che ha udito e vi annunzierà le cose a venire.
3) Attraverso il sangue di Gesù che ci
purifica da ogni peccato.
Gesù
è venuto per riportare l’uomo a Dio e condurlo in quella libertà dove possa sentirsi realmente libero. Se siamo realmente liberi,
siamo invasi da una grande gioia, abbiamo una grande
visione, bruciamo di una grande speranza e ciò viene manifestato in qualunque
cosa facciamo. Quando non
esprimiamo questo, vuol dire che non stiamo vivendo nella vera
libertà, ma viviamo in una forma di schiavitù nascosta,
dove il diavolo vuole tenerci oppressi e legati, affinché non portiamo avanti
l’opera di Dio.
Come,
dunque, è possibile uscire dalla schiavitù nascosta?
Il modo che Dio ha
stabilito è proprio quello che ci conduce e ci riavvicina a Lui.
Attraverso
la Parola, che
è la spada dello spirito, possiamo abbattere, verbalmente, il nemico . Non c’è altra arma che può permetterci di distruggere il
nemico. La preghiera è necessaria, ma non per piegare il diavolo, ma per
ricevere la Parola
di Dio. Solo quando riceviamo da Dio, la nostra fede diventa imbattibile.
Se non abbiamo la Parola
dimorante in noi, altre parole sicuramente verranno a depositarsi nella mente
per abbattere e distruggere la nostra vita.
E’
importante che cerchiamo la
Parola.
“Padre mio, ti
ringrazio, di avermi fatto un tuo figlio, perché vuoi che resti sempre nella
tua casa e nella libertà. Ti ringrazio che Gesù mi vuole far diventare un suo
discepolo affinché possa conoscere la
Verità e vivere in essa. Ti
ringrazio di avermi fatto erede di ogni benedizione
spirituale nei luoghi celesti. Voglio fare la tua volontà!”
Davide,
quando viveva nel peccato, ingannava se stesso; ma quando riconobbe il suo
peccato si pentì e pianse amaramente (Salmo 51).
Qualcuno potrebbe dire che Davide sapeva quello che
aveva fatto. E’ vero, ma era ingannato, perché quando la verità fu resa chiara
a lui, i suoi occhi si aprirono, il suo spirito prese
il sopravvento e la sua anima pianse.
Davide aveva
ricevuto la verità ed era stato guarito mentalmente.
Io
credo che Dio ci fa conoscere sempre la verità nella quale dobbiamo camminare,
il problema, però, è riceverla con mansuetudine.
In noi deve
esserci sempre un grande desiderio di ricercare e
ricevere la verità con ardore.
“Signore
io amo la verità, essa proviene dalla tua bocca ed io voglio allinearmi ad essa e mi pento di non averla ricevuta sempre con
mansuetudine. Spirito Santo io so che sei venuto per guidarmi nella verità e
voglio che me la mostri stamattina.” (Giov.16:13)
Chi
ha vissuto camuffando la verità per lungo tempo, ha bisogno di farsi aiutare,
per distruggere i meccanismi di difesa che istintivamente si mettono in moto quando si presenta la situazione per la quale ha
mentito.
Il
cristiano ha una sola difesa: Gesù!
Tutte
le persone dipendenti da qualche schiavitù mentono, sia a se stessi e che agli altri.
L’alcolizzato
mente a se stesso riguardo agli effetti dell’alcool e mente anche agli altri;
così come il fumatore riguardo la sigaretta e l’azione
nociva di essa.
L’inganno viene
dal padre della menzogna e può essere debellato solo attraverso la fede che è la
risposta alla verità.
Credere
alla verità è una scelta!
Chi
dice :<<vorrei credere a
Dio ma non ci riesco>>, è ingannato
sicuramente, perché ha messo in dubbio la Parola di Dio, la verità, ed ha scelto di credere
alla menzogna.
Non è il credere
che conta, ma che cosa ed in chi si crede.
Conclusione
Se vuoi realmente uscire dalla povertà
spirituale, che è equivalente alla schiavitù dell’inganno, devi conoscere Dio e
scegliere di credere in Lui.
Non
dire più “non ce la faccio” o “è troppo difficile per me”, ma aggrappati a Dio
e chiedi a Lui la forza.
Vivi
nella libertà nella quale il Signore ci ha chiamato a vivere!