Il parlare dell’uomo libero
Marco 1:22 E la gente stupiva della sua dottrina perché egli li ammaestrava come uno che ha autorità e non come gli scribi. 23 Ora nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito immondo, il quale si mise a gridare, 24 dicendo: «Che vi è fra noi e te, Gesù Nazareno? Sei tu venuto per distruggerci? Io so chi tu sei: Il Santo di Dio». 25 Ma Gesù lo sgridò, dicendo: «Ammutolisci ed esci da costui!». 26 E lo spirito immondo, straziandolo e mandando un gran grido, uscì da lui.
Ritornando alla parola di domenica scorsa che riguarda la libertà in Cristo, il parlare dell’uomo libero è un parlare autorevole, in altri termini, un parlare di chi sa che quello che dice succede, consapevole che le parole creano vittoria o sconfitta, sa controllare ciò che gli esce dalla bocca, e pronuncia soltanto quello che vuole che succeda, sapendo che quello che Dio ha detto, Egli è potente di fare ciò che ha detto.
Ger 1:12 L'Eterno mi disse: «Hai visto bene, perché io vigilo sulla mia parola per mandarla ad effetto».
Romani 4:20 Neppure dubitò per incredulità riguardo alla promessa di Dio, ma fu fortificato nella fede e diede gloria a Dio, 21 pienamente convinto che ciò che egli aveva promesso era anche potente da farlo.
Il fatto che siamo stati creati da Dio a sua immagine e somiglianza, significa che anche noi quando parliamo possiamo determinare le conseguenze di quello che diciamo, infatti saremo giudicati dalle parole oziose, proprio perché questi tipi di parole creano danni. La Parola di Dio ci ricorda che dobbiamo proferire solamente parole che edificano
Efes. 4:29 Nessuna parola malvagia esca dalla vostra bocca, ma se ne avete una buona per l'edificazione, secondo il bisogno, ditela affinché conferisca grazia a quelli che ascoltano.
Giacomo ci mette in guardia riguardo l’uso della lingua, paragonandola al timone di una nave, il quale in rapporto alle dimensioni non è per nulla paragonabile al volume, e alle dimensioni della nave stessa, eppure riesce a farla andare dove vuole.
La conquista della libertà in Cristo dovrà cominciare a fare effetto nel parlare. Prima di aprire la bocca dovremo essere consapevoli che quello che diciamo convinti, è come un profetizzare ciò che dovrà accadere. Dobbiamo essere contenti che accadrà quello che stiamo dicendo, se non è così, quel parlare non conferirà grazia, ma una maledizione. Non dimentichiamo che il Signore ci ha ricordato e comandato di:
Rom. 12:14 Benedite quelli che vi perseguitano; benedite e non maledite.
Forse ci perseguitano pensieri non buoni, causati di esperienze dolorose che abbiamo vissuto, forse qualcuno ci ha fatto notare marcatamente i nostri errori facendoci perdere l’autostima e ciò ha determinato delle voci nella nostra mente che non valiamo nulla, e come un loop girano nel nostro cervello e noi le ascoltiamo, ci crediamo e poi le ripetiamo. In questo modo costruiremo la nostra prigione, piuttosto che la casa costruita sulla roccia che non potrà essere smossa.
Domenica scorsa abbiamo visto il successo completo di Gesù su tutto ciò che fatto, determinato di quello che ha pensato e parlato, sempre in accordo con la volontà del Padre, ma principalmente con la certezza della sua identità.
La nostra forza e le nostre vittorie saranno determinate dalla consapevolezza dell’essere figli di Dio, non finirò mai di ripeterlo. Se esaminiamo quello che ieri abbiamo confessato con la bocca, e anche oggi, fino ad un attimo fa, abbiamo benedetto o maledetto? La benedizione a cominciare dalla nostra vita, è in linea con la volontà di Dio, che coincide con la sua volontà che viene fatto in cielo e così facciamo anche noi sulla terra, ma se abbiamo profetizzato guai, se dalla bocca abbiamo proferito, sofferenze, malesseri, distruzione, incertezze, malattie e morte, in tal caso abbiamo maledetto, ci siamo collegati con la volontà del secondo cielo, accadrà comunque quello che abbiamo profetizzato, ma i primi ad essere travolti saremo noi.
La libertà dovrà beneficiare per primissima cosa il centro della parola nella nostra vita. Non dimentichiamo che Dio per far nascere il battista, dovette ammutolire Zaccaria che rimase muto. Per poter far cadere le mura di Gerico il popolo d’Israele che ogni giorno doveva un giro attorno alla città, doveva starsene zitto e poi gridare solo all’ultimo giorno alla fine del settimo giro. Che potenza c’è nel parlare. Quello che dicevano i veri profeti accadeva sempre perché ripetevano quello che Dio aveva detto. Anche noi quando parliamo in accordo alla Parola e ai principi divini, ne mangeremo il buon frutto, altrimenti, mangeremo frutti che non hanno alcun sapore, ansi, molto amari e senza alcun nutrimento.
- Diventa consapevole delle tue parole. La maggior parte di noi parla senza pensare, per abitudine. Inizia a prestare attenzione a ciò che esce dalla tua bocca.
- Pentiti delle parole negative. Chiedi a Dio di perdonarti per aver usato il potere della tua lingua per distruggere invece di costruire.
- Decidi di cambiare il tuo modo di parlare. Questo richiede uno sforzo consapevole ogni giorno.
- Riempi la tua mente con la parola di Dio. Leggi la Bibbia quotidianamente, memorizza versetti, ascolta insegnamenti basati sulla parola.
- Circondati di persone che parlano di vita. L’ambiente intorno a te influenza profondamente le tue parole.
- Sii paziente con te stesso. Cambiare modelli di linguaggio richiede tempo. Persevera.
La settimana scorsa abbiamo visto che deve essere fatto un percorso verso la libertà, ma per percorso dobbiamo intendere che dobbiamo creare nuove abitudini ed eliminare quelle vecchie. Dobbiamo costringerci a tenere la bocca chiusa, e prima di parlare dobbiamo chiederci se abbiamo intenzione di profetizzare vita o morte. Dopo di che chiediamo l’ispirazione dello Spirito Santo per edificarci, possibilmente preghiamo prima per lo spirito e poi parliamo profeticamente da figli di Dio, che non vogliono peccare, che non vogliono fallire il bersaglio. Davide profetizzò a Golia la sua morte, gli disse che gli avrebbe tagliato la testa, consideriamo che non aveva nemmeno una spada, aveva solamente la fionda e attorno tantissime persone che ridevano di lui, dei filistei e dei suoi stessi fratelli con tutto l’esercito ebraico.
_090170461Sam 17:46 Oggi stesso l'Eterno _ti consegnerà nelle mie mani; e io _ti abbatterò, _ti _taglierò _la _testa e darò oggi stesso i cadaveri dell'esercito dei Filistei agli uccelli del cielo e alle fiere della terra, affinché tutta _la terra sappia che c'è un Dio in Israele.
Non era l’ambizione del giovane Davide a parlare, ma diversi componenti:
- Era consapevole di essere un circonciso, quindi di avere un patto con l’Onnipotente
- Di essere in linea con la volontà di Dio
- Di essere certo che Dio glielo avrebbe dato nelle mani
- La cosa avrebbe prodotto un ritorno di lode a Dio, perché tutti hanno visto che Dio non aveva abbandonato il suo popolo.
Credo che dovremmo riflettere prima di aprire bocca e considerare alcuni di questi aspetti. Forse i risultati non li vedremo il giorno dopo, così come non si raccoglie il frutto dopo aver piantato la piantina, ma nel momento opportuno.
Tutto inizia dalla devozione personale, dal tempo che dedichiamo al Signore, permettendogli di parlarci con la Parola, nel cuore, pregando e lodandolo nello spirito. Nutrendo il nostro spirito di Parola, di presenza. Nessuno che sia studenti potrà mai avere in tutte le materia sempre 30 e lode se non trascorre del tempo sui libri e se non ama lo studio. Qualche 30 potrebbe anche averlo perché si trattava di una materia preferita o di un caso che è stata azzeccata l’unica domanda per la quale conosceva già la risposta, ma questo non potrà succedere sempre, ma ogni tanto.
Nelle sofferenze la tentazione di parlare male si fa forte, anzi le sofferenze ci vengono addosso proprio per parlare male. Penso che dobbiamo guardare chi nella sofferenza ha saputo vincere.
2Cor.3:7 Or noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra, affinché l'eccellenza di questa potenza sia di Dio e non da noi. 8 Noi siamo afflitti in ogni maniera, ma non ridotti agli estremi; perplessi, ma non disperati; 9 perseguitati, ma non abbandonati; abbattuti, ma non distrutti,
13 Ma pure, avendo noi lo stesso spirito di fede, come sta scritto: «Io ho creduto, perciò ho parlato», anche noi crediamo e perciò parliamo, 14 sapendo che colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi per mezzo di Gesù e ci farà comparire con voi. 15 Tutte queste cose infatti sono per voi, affinché la grazia, raggiungendo un numero sempre maggiore di persone, produca ringraziamento per abbondare alla gloria di Dio.
L’apostolo Paolo guarda sempre oltre la sofferenza, guarda il premio, la conseguenza dell’ubbidienza a Dio quando le cose si complicano. Alla fine Dio è innalzato e le persone sono raggiunte per la salvezza. Il suo parlare è sempre di fede perché crede che tutto coopera al bene.
Non si può andare verso la libertà senza la pienezza dello spirito, se non siamo abbeverati dal Signore.
2Cor.3:17 Or il Signore è lo Spirito, e dov'è lo Spirito del Signore, vi è libertà. 18 E noi tutti, contemplando a faccia scoperta come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella stessa immagine di gloria in gloria, come per lo Spirito del Signore.










