CHIESA  CRISTIANA "PAROLA DELLA GRAZIA" ISPICA 

 

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Il titolo del messaggio di questa domenica, si riferisce al fatto di riconoscere una condizione personale, in ognuno di noi.

 

GIOVANNI 13:34  Vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, anche voi amatevi gli uni gli altri. 35 Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri».

 

Saremo riconosciuti attraverso un segno di riconoscimento che è il sigillo dello Spirito Santo che mostra ai demoni che siamo figli del DIO Altissimo e consapevoli di appartenergli, motivo per cui possiamo usare l’autorità che Gesù ci ha dato anche su di loro.

Riconoscere la nostra condizione di cristiani è importante per esaminare il nostro cammino interiore con DIO. Se Lo amiamo fortemente, al punto di essere disposti a dare la nostra vita per un fratello od una sorella in Cristo. In questo la Parola di DIO ci viene in soccorso; noi non siamo chiamati a giudicare o condannare, né tanto meno ad esaminare l’operato degli altri, poiché la nostra chiamata è quella di vivere amando veramente, come ci ha comandato Gesù stesso.

Siamo chiamati ad amare DIO ed ad amare il prossimo, come Lui ci ha amati e ci ama.

 

ROMANI 12:9 L'amore sia senza ipocrisia; detestate il male e attenetevi fermamente al bene. 10 Nell'amore fraterno, amatevi teneramente gli uni gli altri; nell'onore usate riguardo gli uni verso gli altri. 11 Non siate pigri nello zelo; siate ferventi nello spirito, servite il Signore, 12 allegri nella speranza, costanti nell'afflizione, perseveranti nella preghiera; 13 provvedete ai bisogni dei santi, esercitate l'ospitalità.

 

“… PROVVEDETE AI BISOGNI DEI SANTI ..”; questo significa dobbiamo provvedere non ai santi che sono in cielo ma a coloro che servono DIO su questa terra, provvedendo loro incoraggiamento, sostegno economico qualora fosse necessario, preghiera affinché ricevano sapienza da DIO nel compito che sono chiamati a svolgere.

E’ importante verificare se siamo in linea nel cammino con DIO, se amiamo avvicinandoci sempre più alla perfezione di Cristo.

Uno dei test è quello di verificare quali parole escono dalla nostra bocca, poiché la Bibbia dice che “la bocca parla dall’abbondanza del cuore”; quindi se dalla nostra bocca escono parole di giudizio, accusa, rabbia, amarezza, oppure parole di gioia, pazienza, incoraggiamento, ecc..

Dalla reazione di chi ci sta ascoltando, potremo verificare se stiamo parlando in modo corretto e con amore. Se ci sarà rabbia, chiediamo a DIO di rivelarci che cosa c’è che non va in noi, che ha reso il nostro cuore indurito, se ci sono radici di amarezza, se c’è mancanza di perdono, od altro.

Inoltre, come parte del Corpo di Cristo, come chiesa, ognuno di noi ha il compito di collaborare con gli altri, aiutandoci a portare i pesi gli degli altri.

 

SALMO 139:23 Investigami, o Dio, e conosci il mio cuore; provami e conosci i miei pensieri; 24 e vedi se vi è in me alcuna via iniqua, e guidami per la via eterna.

 

Questo Salmo è stato scritto da Davide, che fu un grande e vittorioso condottiero, perché era un uomo che non dava per scontato il fatto di essere puro, voleva che DIO lo esaminasse e gli rivelasse cosa non andava nella sua vita, poiché voleva piacere all’Eterno.

Esaminiamoci anche noi, se stiamo mettendo veramente DIO al primo posto o se semplicemente ci accontentiamo di andare in chiesa la domenica e ci dimentichiamo per il resto della settimana di ubbidire e praticare la Sua Parola.

Le prove che affrontiamo, spesso, servono a farci capire a che punto siamo con DIO, se parliamo in fede, in amore o se stiamo parlando con giudizio, lamento, scoraggiamento. Se c’è qualcosa di iniquo, lo Spirito Santo, ce lo rivela per aiutarci a cambiare ed a vivere nell’umiltà e nella mansuetudine, riconoscendo che noi dinanzi a DIO siamo veramente piccoli ed è Lui che ci rende grandi.

Siamo chiamati a detestare il male che potremmo fare noi e a non guardare il male che gli altri fanno.

Il male va riconosciuto, confessato a DIO e poi bisogna chiedere a Lui perdono.

Il male non ci fa più sentire la pace di DIO, la Sua presenza, il bisogno di pregare ogni giorno. Perciò ritorniamo a DIO e chiediamogli di aiutarci a rompere il nostro cuore di pietra.

Amare è un comandamento che Gesù ci ha lasciato; il nemico delle anime nostre, invece, ci mette davanti le persone peggiori, persone che ci offendono, ci feriscono, persone malvagie e perverse, per scoraggiarci dall’accettare la sfida di amarli.

 

ATTI 9:11  E il Signore a lui: «Alzati e recati nella strada detta Diritta, e cerca in casa di Giuda un uomo di Tarso di nome Saulo, che sta pregando; 12 egli ha visto in visione un uomo, di nome Anania, entrare e imporgli le mani perché ricuperi la vista».

 

Anania non sarebbe mai andato da Saulo se Gesù non glielo avesse detto. Questo ci fa comprendere che quando DIO ci parla, noi siamo liberati dalla paura dei nemici, dalla paura di essere sparlati, ingiuriati, emarginati.

Inoltre, Anania ricevette nel suo cuore le parole di Gesù ed ubbidì al Suo comando, andò e parlò a Saulo con dolcezza e con amore, perché vide che strumento potente sarebbe diventato nelle mani di DIO, dopo la conversione, e lo chiamò fratello.

 

ATTI 9:17 Anania dunque andò ed entrò in quella casa; e, imponendogli le mani, disse: «Fratello Saulo, il Signore Gesù, che ti è apparso sulla via per la quale venivi, mi ha mandato perché tu ricuperi la vista e sii ripieno di Spirito Santo».

 

Quindi, preghiamo per le persone malvagie così non avremo più paura di esse. Anche Davide ebbe la capacità di amare il re Saul che voleva ucciderlo perché geloso ed invidioso dei suoi successi in battaglia.

 

MATTEO 15:4 Dio infatti ha comandato così: "Onora il padre e la madre"; e ancora: "Chi maledice padre o madre sia punito con la morte".

 

Siamo chiamati ad amare ed onorare anche i nostri genitori, pur con le loro imperfezioni.

 

SALMO 34:1 Io benedirò l'Eterno in ogni tempo; la sua lode sarà sempre sulla mia bocca.

 

Non restiamo nell’afflizione ma siamo allegri nella speranza, mettendo cioè aspettative sulla Parola che DIO ci ha dato, perché sarà Lui a tirarci fuori dall’afflizione.

Non facciamo le cose per DIO, per dovere ma con gioia, zelo e amore.

Riconosciamo per prima cosa quale sia la nostra condizione, chiedendo a DIO di mostrarci cosa c’è che non va in noi, per tornare ad avere un cuore sensibile che prova gioia ma anche dolore, per ridere con chi ride e piangere con chi piange.

 

GIOVANNI 14:10 Non credi che io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso. Il Padre che dimora in me è colui che fa le opere.

Gesù viveva continuamente in amore verso il Padre e verso tutti, amando anche i religiosi che poi lo condannarono.

Gesù era nel Padre, come anche noi siamo in Cristo, ma la Sua potenza scaturiva dal fatto che Egli parlava attraverso il Padre che era in Lui. Così anche noi dobbiamo permettere a DIO Padre di parlare attraverso di noi, perché è DIO in noi a fare la differenza.

 

COLOSSESI 1:27 ai quali Dio ha voluto far conoscere quali siano le ricchezze della gloria di questo mistero fra i gentili, che è Cristo in voi, speranza di gloria,

 

Se Cristo è in noi, vedremo la gloria di DIO che ci cambia, ci guarisce e ci ristora l’anima. Amen.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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