Facilmente noi conosciamo le nostre capacità ed i nostri pregi, ma non siamo coscienti delle nostre debolezze, tra cui quella di sentirsi onnipotenti mentre Uno solo lo è, DIO.
LUCA 4:1 Or Gesù, ripieno di Spirito Santo, ritornò dal Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto, 2 e per quaranta giorni fu tentato dal diavolo; durante quei giorni non mangiò nulla; ma quando furono trascorsi, egli ebbe fame. 3 E il diavolo gli disse: «Se tu sei il Figlio di Dio, di' a questa pietra che diventi pane».
Il diavolo fa la voce grossa quando siamo in momenti di debolezza, così come fece con Gesù, che dopo quaranta giorni di digiuno, si sentì debole nel fisico e sperimentò la fame del corpo. Per prima cosa, il diavolo sfidò Gesù a dimostrare che fosse veramente il Figlio di DIO.
Tornando a noi, il diavolo ci tenta proprio mentre non siamo molto forti nello spirito e non siamo coscienti delle nostre debolezze, per questo dovremmo pregare che lo Spirito Santo ce le riveli e che ci aiuti a gestirle nel modo giusto.
MATTEO 24:24 Perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e miracoli tanto da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti.
Questa Scrittura ci dice di non essere affascinati dal soprannaturale ovvero dai miracoli, perché purtroppo in alcuni casi chi opera non è ripieno della potenza dello Spirito Santo ma è ripieno della potenza datagli dal nemico delle anime nostre.
Gesù operava i miracoli dando sempre la gloria a DIO Padre, non a sé stesso; inoltre, guariva i malati, cacciava demoni, liberava gli oppressi solo ed esclusivamente motivato dall’Amore verso il Padre e verso le persone.
Perciò, i veri discepoli di Cristo devono dare sempre la gloria a Lui e non a se stessi e devono essere motivati dall’Amore e non dal protagonismo. Purtroppo, satana prova a sedurre anche gli eletti/veri discepoli, tentandoli con l’arte della seduzione, attraverso i complimenti per far alzare il livello di orgoglio ed attrarre le persone a sé, facendo anche dei patti diabolici con esse, per portarle prima al successo e poi alla distruzione fisica nonché al tormento eterno.
1 PIETRO 5:6 Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché egli v'innalzi al tempo opportuno, 7 gettando su di lui ogni vostra sollecitudine, perché egli ha cura di voi. 8 Siate sobri, vegliate, perché il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare. 9 Resistetegli, stando fermi nella fede, sapendo che le stesse sofferenze si compiono nella vostra fratellanza sparsa per il mondo.
Manteniamoci umili e mansueti, non ignorando il fatto che nessuno può vincere il nemico da solo se non con l’aiuto di DIO e mantenendosi ripieni di Spirito Santo; così saremo in grado di riconoscere le armi di seduzione che il nemico usa, cioè i complimenti, gli onori e le lusinghe.
Sta a noi resistere dinanzi al leone ruggente che vorrebbe divorarci.
GIOVANNI 12:4 Allora uno dei suoi discepoli, Giuda Iscariota, figlio di Simone, quello che stava per tradirlo, disse: 5 «Perché non si è venduto quest'olio per trecento denari e non si è dato il ricavato ai poveri?». 6 Or egli disse questo, non perché si curasse dei poveri, ma perché era ladro e, tenendo la borsa, ne sottraeva ciò che si metteva dentro. 7 Gesù dunque disse: «Lasciala; essa l'aveva conservato per il giorno della mia sepoltura.
Giuda Iscariota era un ladro al quale non importava nulla dei poveri e che voleva servirsi di Gesù per scopi politici, ma non aveva capito che tradendolo, lo avrebbe portato alla morte in croce.
Analizzando questi versetti scopriamo subito che la debolezza di Giuda era il denaro, lui serviva il dio Mammona, e per soldi era disposto a fare di tutto, anche tradire Gesù.
Giuda, dopo il tradimento, non si uccise perché pentito ma solo perché non riusciva a perdonare se stesso.
Perciò, possiamo affermare con certezza che l’amore per il denaro, e quindi l’essere avari, porta l’uomo alla perdizione eterna.
Un altro tipo di debolezza, nella Bibbia, ci viene descritto con la figura di Sansone che sin dal grembo materno era stato consacrato a DIO.
Sansone aveva ricevuto da DIO un potere straordinario, una forza fisica invincibile, che non ebbe più nessun altro uomo. Egli veniva equipaggiato da DIO quando doveva affrontare determinate circostanze, per liberare il popolo di DIO dagli attacchi dei Filistei che abitavano la striscia di Gaza.
GIUDICI 14:12 Sansone disse loro: «Io vi proporrò un indovinello; se voi riuscite a trovarne la spiegazione e a farmela sapere entro i sette giorni del convito, vi darò trenta tuniche e trenta cambi di vesti; 13 ma se non me lo potete spiegare, darete trenta tuniche e trenta cambi di vesti a me». 14 Essi gli risposero: «Proponi il tuo indovinello, affinché lo udiamo». Egli disse loro: «Dal divoratore è uscito del cibo, e dal forte è uscito del dolce». Per tre giorni quelli non riuscirono a spiegare l'indovinello. 15 Il settimo giorno dissero alla moglie di Sansone: «Persuadi tuo marito a spiegarci l'indovinello; altrimenti daremo fuoco a te e alla casa di tuo padre. Ci avete invitati qui per spogliarci? Non è forse così?».
A Sansone piacevano le belle donne, ma aveva un veto, come ebreo non poteva sposare una donna straniera, ma accadde che si innamorò proprio di una donna filistea.
La Bibbia ci dice che Sansone proprio durante i festeggiamenti per il suo matrimonio, credendosi più furbo di tutti, fece agli invitati, un indovinello impossibile da spiegare. Questi ultimi, dopo vari tentativi, decisero di minacciare la moglie di lui che avrebbe dovuto farsi dire dal marito la soluzione all’indovinello.
GIUDICI 14:17 Ella pianse davanti a lui, durante i sette giorni del convito. Così il settimo giorno Sansone glielo spiegò, perché lo importunava; poi essa spiegò l'indovinello ai figli del suo popolo. 18 Gli uomini della città, il settimo giorno, prima che tramontasse il giorno, dissero a Sansone: «Cosa c'è di più dolce del miele? Cosa c'è di più forte del leone?». Ed egli rispose loro: «Se non aveste arato con la mia giovenca, non avreste risolto il mio indovinello». 19 Allora lo Spirito dell'Eterno venne su di lui con potenza, ed egli scese ad Ashkelon, uccise trenta uomini dei loro, prese le loro spoglie e diede i cambi di vesti a quelli che avevano spiegato l'indovinello. Così la sua ira si accese; poi risalì a casa di suo padre. 20 Ma la moglie di Sansone fu data al suo compagno che era stato il suo miglior amico.
La moglie di Sansone, al settimo giorno dei festeggiamenti ebbe rivelato dal marito la soluzione all’indovinello e la disse agli invitati del suo popolo. Così Sansone deluso per quanto aveva fatto la moglie, dopo aver pagato il debito della scommessa, se ne tornò a casa del padre e vi rimase per un certo tempo, abbandonando la moglie, che fu data al suo miglior amico.
Sansone preso d’ira iniziò a preparare la sua vendetta.
GIUDICI 15:1 Dopo un po' di tempo, durante la stagione della mietitura del grano, Sansone andò a visitare sua moglie, portando con sé un capretto, e disse: «Voglio entrare in camera da mia moglie». Ma il padre di lei non gli permise di entrare, 2 e gli disse: «Pensavo proprio che tu l'odiassi, per cui l'ho data al tuo compagno; sua sorella minore non è ancora più bella di lei? Prendila dunque al suo posto». 3 Sansone rispose loro: «Questa volta, non avrò alcuna colpa verso i Filistei, se farò loro del male».
Al versetto tre, notiamo come Sansone non applicò la sapienza di DIO, non fece la scelta giusta ma reagì nella rabbia, quindi si comportò carnalmente, non riconoscendo che era stato lui ad abbandonare la moglie.
GIUDICI 15:14 Quando giunse a Lehi, i Filistei gli vennero incontro con grida di gioia; ma lo Spirito dell'Eterno venne su di lui con potenza, e le funi che aveva alle braccia divennero come fili di lino a cui si dà fuoco; e i legami gli caddero dalle mani. 15 Trovata quindi una mascella d'asino ancora fresca, stese la mano e l'afferrò e con essa uccise mille uomini. 16 Allora Sansone disse: «Con una mascella d'asino, mucchi su mucchi! Con una mascella d'asino ho ucciso mille uomini».
In tutto quello che fece, Sansone non diede la gloria a DIO che gli aveva dato la forza fisica per fare tutto questo ma al contrario si inorgoglì.
GIUDICI 16:1 Poi Sansone andò a Gaza e là vide una prostituta, ed entrò da lei. 2 Quando fu detto a quei di Gaza: «Sansone è venuto qui», essi circondarono il luogo e stettero in agguato tutta la notte presso la porta della città, e rimasero in silenzio tutta la notte, dicendo: «Allo spuntar del giorno lo uccideremo». 3 Sansone rimase coricato fino a mezzanotte; poi a mezzanotte si alzò, afferrò i battenti della porta della città e i due stipiti, li divelse insieme con la sbarra, se li caricò sulle spalle e li portò in cima al monte che si trova di fronte a Hebron. 4 Dopo questo si innamorò di una donna della valle di Sorek, che si chiamava Delilah. 5 Allora i principi dei Filistei salirono da lei e le dissero: «Seducilo e scopri dove risiede la sua grande forza e come riuscire a sopraffarlo per poterlo legare e domare; poi ti daremo ciascuno millecento sicli d'argento».
Ancora una volta Sansone fu preda della sua stessa debolezza, infatti, si innamorò di un’altra donna filistea che fu istigata, in cambio di denaro, ad indagare e scoprire quale fosse il segreto della forza di Sansone. Quest’ultimo, sedotto dalla bellezza di quella donna, le rivelò il suo segreto.
GIUDICI 16:16 Ora, poiché essa lo importunava ogni giorno con le sue parole e lo sollecitava con insistenza, egli ne fu irritato a morte, 17 e le aperse tutto il cuore e le disse: «Non è mai passato rasoio sulla mia testa, perché sono un Nazireo a Dio, dal seno di mia madre; se fossi rasato, la mia forza se ne andrebbe, diventerei debole e sarei come qualsiasi altro uomo». 18 Quando Delilah si rese conto che egli le aveva aperto tutto il cuore, mandò a chiamare i principi dei Filistei e fece dir loro: «Venite su questa volta, perché egli mi ha aperto tutto il suo cuore». Allora i principi dei Filistei salirono da lei e portarono con sé il denaro. 19 Ella lo addormentò quindi sulle sue ginocchia, chiamò un uomo e gli fece radere le sette trecce della testa di Sansone; poi cominciò a maltrattarlo, e la sua forza lo lasciò. 20 Allora ella gli disse: «Sansone, i Filistei ti sono addosso». Egli si svegliò dal sonno e disse: «Io ne uscirò come tutte le altre volte e mi svincolerò». Ma non sapeva che l'Eterno si era ritirato da lui. 21 E i Filistei lo presero e gli cavarono gli occhi; lo fecero scendere a Gaza e lo legarono con catene di bronzo. E fu posto a girare la macina nella prigione.
Sansone, privato della forza di DIO, fu accecato e fatto prigioniero dai Filistei. Finalmente, dopo tempo, con la ricrescita dei capelli e soprattutto, dopo aver riconosciuto i suoi errori dinanzi a DIO, riebbe la Sua forza e riuscì a sterminare un gran numero di Filistei morendo però insieme ad essi.
Tutto questo ci fa comprendere che dobbiamo stare attenti a riconoscere le nostre debolezze ed a metterle nelle mani di DIO, per poter adempiere il piano che l’Eterno ha preparato per noi.
Se la nostra debolezza è la mancanza di perdono, facciamoci aiutare da DIO per perdonare e non vendicarci. Mettiamo la nostra vita sull’altare offrendola a DIO, deponendo le nostre debolezze e mettendo DIO al primo posto nella nostra vita. Amen.










