CHIESA  CRISTIANA "PAROLA DELLA GRAZIA" ISPICA 

 

 

 

 

 

1 SAMUELE 16:7  Ma l'Eterno disse a Samuele: «Non badare al suo aspetto né all'altezza della sua statura, poiché io l'ho rifiutato, perché l'Eterno non vede come vede l'uomo; l'uomo infatti guarda all'apparenza, ma l'Eterno guarda al cuore».

 

L’uomo guarda all’apparenza ma DIO guarda al cuore; non permettiamo all’apparenza di diventare la normalità della nostra vita. Come figli di DIO e come cristiani non dovremmo mai dimenticare il sacrificio di Gesù per salvarci. Lui ha scelto volontariamente di fare questo per noi.

 

FILIPPESI 2:5  Abbiate in voi lo stesso sentimento che già è stato in Cristo Gesù, 6 il quale, essendo in forma di Dio, non considerò qualcosa a cui aggrapparsi tenacemente l'essere uguale a Dio, 7 ma svuotò se stesso, prendendo la forma di servo, divenendo simile agli uomini; 8 e, trovato nell'esteriore simile ad un uomo, abbassò se stesso, divenendo ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce.

 

La parola “sentimento”, nel contesto, equivale a mente, modo di pensare; perciò dovremmo avere lo stesso modo di pensare di Cristo, considerandolo il nostro capo ed abbandonando ogni nostro vano modo di pensare.

 

EFESINI 1:4 allorché in lui ci ha eletti prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi e irreprensibili davanti a lui nell'amore,

 

Siamo stati eletti/scelti in Lui per essere santi che non significa essere perfetti ma appartati per Lui ed irreprensibili cioè chiamati a non essere persone inique, ma persone che onorano DIO e che scelgono di servirlo ogni giorno.

Ma come possiamo servire DIO? Non potremo offrire alcuna cosa che ci appartiene poiché ogni cosa appartiene a Lui ed è Lui che ce l’ha data, ma possiamo offrirgli il nostro cuore. Infatti, Lui ci chiama ma spetta a noi rispondere positivamente.

 

ISAIA  66:1 Così dice l'Eterno: «Il cielo è il mio trono e la terra è lo sgabello dei miei piedi. Dov'è dunque la casa che mi potreste edificare e dov'è il luogo del mio riposo?

 

Se vogliamo servire DIO dobbiamo avere umiltà, pentimento, timore, ubbidienza ma al di sopra di tutto timore per l’Eterno che significa massimo rispetto; dovremmo vivere per onorare DIO e non per noi stessi.

 

ISAIA 29:13 Perciò il Signore dice: «Poiché questo popolo si avvicina a me solo con la bocca e mi onora con le labbra, mentre il suo cuore è lontano da me, e il loro timore di me è solo un comandamento insegnato da uomini,

 

Chiediamo a noi stessi quale sia la motivazione vera per cui andiamo in chiesa, se lo facciamo per onorare il nostro DIO o per paura che poi, in caso non andiamo, saremo ripresi dal nostro pastore. Facciamo in modo che il nostro cuore sia sempre rivolto all’Eterno, in modo da rallegrarLo.

 

MALACHIA 1:6 «Un figlio onora il padre e un servo il suo signore. Se dunque io sono padre, dov'è il mio onore? E se sono signore, dov'è il timore di me?», dice l'Eterno degli eserciti a voi, sacerdoti, «che disprezzate il mio nome, eppure dite: "In che cosa abbiamo disprezzato il tuo nome?".

 

Qui DIO sta parlando non a quelli del mondo ovvero tutto ciò che non è sottomesso all’autorità di DIO, ma a coloro che sono figli Suoi, i sacerdoti di cui si parla siamo noi che dovremmo onorare il Padre ed avere grandissimo rispetto per Lui. Poniamoci qualche domanda per riflettere:

Ma noi siamo veramente sottomessi allo Spirito di DIO? Siamo consapevoli che Lui è il nostro Papà? Abbiamo veramente timore dell’Eterno? Stiamo vivendo una vita sottomessa alla Sua Parola?

Come Gesù, quando fu battezzato e su di Lui si posò lo Spirito Santo, in quanto era venuto sulla terra come uomo e si era spogliato in cielo della Sua deità, rinunciando alla Sua onnipotenza, onniscienza ed alla Sua onnipresenza, accettando di sottomettersi alla guida dello Spirito in ogni cosa che faceva; anche noi dovremmo essere sottomessi allo Spirito Santo.

Domanda: Stiamo considerando DIO come nostro Padre e nostro Signore? Stiamo alimentando il fuoco della passione per Lui? O stiamo solo nutrendo una nuova religione? Permettiamo alla Parola di DIO di trasformarci o curiamo soltanto le apparenze?

 

MATTEO 23:24  Guide cieche, che colate il moscerino e inghiottite il cammello. 25 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti! Perché pulite l'esterno della coppa e del piatto, mentre l'interno è pieno di rapina e d'intemperanza. 26 Fariseo cieco! Pulisci prima l'interno della coppa e del piatto, affinché anche l'esterno sia pulito. 27 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti! Perché rassomigliate a sepolcri imbiancati, i quali di fuori appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putredine. 28 Così anche voi di fuori apparite giusti davanti agli uomini; ma dentro siete pieni d'ipocrisia e d'iniquità.

 

Qui Gesù si sta arrabbiando contro i religiosi, che sono pieni di iniquità e di ipocrisia.

L’iniquità sta ad indicare quei pensieri che ci conducono verso la tentazione e che ci portano verso il peccato. L’ipocrisia viene intesa come una estesa simulazione ovvero come una finzione, ovvero il tentare di apparire come qualcosa che non siamo. Non permettiamo alla religione di prendere il posto della relazione con DIO; religione e rivelazione sono inversamente proporzionali, per questo dovremmo crescere nella preghiera per essere sempre più innamorati di DIO.

 

MATTEO 15:1  Allora gli scribi e i farisei di Gerusalemme vennero da Gesù e gli dissero: 2 «Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli anziani? Poiché non si lavano le mani prima di mangiare». 3 Ma egli rispose e disse loro: «E voi, perché trasgredite il comandamento di Dio a motivo della vostra tradizione? 4 Dio infatti ha comandato così: "Onora il padre e la madre"; e ancora: "Chi maledice padre o madre sia punito con la morte". 5 Voi invece dite: "Chiunque dice al padre o alla madre: Tutto ciò con cui potrei sostenerti è stato offerto a Dio", 6 egli non è più obbligato a onorare suo padre e sua madre. Così facendo, voi avete annullato il comandamento di Dio a motivo della vostra tradizione. 7 Ipocriti, ben profetizzò di voi Isaia, quando disse: 8 "Questo popolo si accosta a me con la bocca e mi onora con le labbra; ma il loro cuore è lontano da me. 9 E invano mi rendono un culto, insegnando dottrine che sono comandamenti di uomini"».

 

L’accusa è la caratteristica che contraddistingue i religiosi. I religiosi accusano gli altri fratelli perché sono infarciti di pregiudizi e di tradizioni.

Al versetto 9 sta scritto “… invano mi rendono un culto …”; quando siamo in chiesa possiamo essere fisicamente presenti ma, allo stesso tempo, anche assenti con il cuore e con la mente, perché spiritualmente siamo altrove. Se vogliamo essere parte del corpo che vuole onorare DIO, dobbiamo essere consapevoli che per dare onore e gloria a DIO abbiamo bisogno del resto del corpo. Se vogliamo servire dobbiamo essere umili e collaboratori senza aver il bisogno di apparire. E’ la nostra disponibilità a DIO che ci permette di crescere ed arrenderci sempre di più allo Spirito che ci permette di diventare servi collaborativi, questo significa essere ministri.

Non guardiamo alle semplici apparenze, anche se in alcuni casi chi vuole apparire, in realtà ha bisogno di ricevere amore e di essere accettato dalle persone. Quindi non permettiamo ai fratelli di giudicare o di spettegolare sugli altri fratelli ma piuttosto rigettiamo la loro spazzatura; poiché solo l’amore di DIO può riempire il nostro cuore.

Perciò non cerchiamo nelle persone quello che solo DIO può darci, così non avremo più bisogno di apparire o di indossare una maschera per essere accettati.

 

GIOVANNI 15:9  Come il Padre ha amato me, così io ho amato voi; dimorate nel mio amore. 10 Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore. 11 Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia dimori in voi e la vostra gioia sia piena. 12 Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi. 13 Nessuno ha amore più grande di questo: dare la propria vita per i suoi amici. 14 Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando.

 

Per dimorare in DIO dobbiamo essere ubbidienti e questo farà gioire Gesù Cristo. Al versetto 13 DIO ci chiede di amarci gli uni gli altri come Lui ci ama.

Il tempo è il nostro bene più prezioso perciò facciamolo gestire a DIO; Il nostro tempo dovrebbe essere usato per onorarlo e glorificarlo attraverso quello che facciamo, vivendo per dare gloria all’Eterno, sempre.

 

MATTEO 26:40 Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano, e disse a Pietro: «Così non avete potuto vegliare neppure un'ora con me?

 

Non addormentiamoci, restiamo vigili ed iniziamo la giornata lodando il nostro Papà celeste. Curiamoci delle persone che Lui ci ha messo accanto senza dimenticare che prima di tutto viene DIO poiché Lui vive in noi, il nostro tempo Gli appartiene, non permettiamo che debba elemosinarlo.

Quanto DIO ha di te, determina quanto DIO può fare attraverso di te.

Senza DIO non possiamo fare niente, non permettiamo agli impegni vari di portarci via il tempo per nostre vere priorità; non confidiamo nelle cose terrene ma investiamo il nostro tempo per il regno di DIO, perché sarà Lui a prendersi cura di noi. Così saremo in grado di benedire e di ubbidire, essendo umili e guidati dal Suo Santo Spirito. La decima più importante che potremo dare è donare il nostro cuore a DIO e di conseguenza il nostro tempo. Amen.

 

 

 

 

 

 

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